La crisi politica affonda Mediaset
MILANO. Il rischio crisi del governo Berlusconi sta affondando il titolo Mediaset a Piazza Affari. Da quando Fini ha annunciato l'uscita dei suoi dal governo, le azioni della società di broadcasting hanno inanellato un ribasso dietro l'altro, perdendo complessivamente oltre il 15%.
Dopo il timido rimbalzo di mercoledi scorso, il titolo è tornato sotto pressione anche per effetto dell'annuncio che la società del Biscione sottoscriverà integralmente la propria quota (oltre il 50% del capitale) dell'aumento deciso da Telecinco. La società televisiva iberica ha dato il via libera a un aumento di capitale da 499,2 milioni di euro a sostegno dell'acquisizione del 22% di Digital+ e del 100% del canale televisivo spagnolo Quatro nell'ambito di una strategia di espansione delle attività digitali in Spagna.
A fare da sfondo al momento di difficoltà del titolo in Borsa contribuiscono anche i dati di bilancio al 30 settembre. Nei primi nove mesi del 2010 i ricavi sono saliti del 14,8% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno mentre i profitti sono cresciuti solo del 4,6%. Molti broker hanno ridotto le stime sull'utile per azione indicando tra i motivi della decisione l'aumento dei costi operativi superiore alle loro previsioni e la crescita inferiore alle attese dei ricavi dei canali tv in chiaro.
Mai come in questi in questi giorni sui titoli Mediaset prevale la maledizione del 'Berlusconi discount". Gli analisti sono convinti che la crisi di governo possa avere un impatto negativo sui conti futuri dell'azienda e invitano i grandi investitori ad uscire prima che sia troppo tardi.
I primi a suonare il campanello d'allarme sono stati gli analisti della banca giapponese Nomura che già la scorsa settimana hanno ribadito la raccomandazione di vendere Mediaset, abbassando il target di prezzo a 5,3 euro. La festa del biscione in Borsa si sta per concludere: in meno di due settimane il prezzo di Mediaset è passato dai 5,40 euro ai 4,68 euro, ultimo prezzo segnato ieri a Piazza Affari. Anche Pier Silvio Berlusconi, il figlio del presidente del consiglio e vice presidente di Mediaset, ha messo il sigillo su una lettura 'parlamentare" della discesa in Borsa: il rampollo del presidente del consiglio ha dichiarato che sull'andamento in Borsa «pesa la situazione politica». Al punto che per difendere meglio i gioielli di casa è spuntata anche una voce (smentita) di una discesa in campo di Marina Berlusconi come candidata nelle liste Pdl in caso di elezioni anticipate. ( a.d.s.)
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