Comincia l'era Ferrara
ROMA.E' una Under profondamente cambiata da quella che il mese scorso ha fallito contro la Bielorussia la qualificazione agli Europei di Danimarca e a Londra 2012. Ciro Ferrara a Fermo fa il suo esordio in panchina nell'amichevole con la Turchia. All'esordio ci saranno anche undici giocatori. «Ho sensazioni positive - dice Ferrara - di fronte ad una nuova avventura per me e per i ragazzi, molti dei quali non hanno vissuto l'esperienza dell'Under 21. Ci sono la voglia e l'atmosfera giusta per compiere questo percorso insieme. Fino a giugno affronteremo amichevoli come momento di conoscenza e di costruzione. Ho studiato i ragazzi, loro hanno studiato me. Volevo tornare ad allenare, indipendentemente dalla categoria, in A o in B. Riprendo il mio cammino con entusiasmo e quando mi ha chiamato Sacchi è stata una sorpresa perchè non avevo avuto contatti. Sono orgoglioso e felice di questo incarico».
L'amichevole con la Turchia sarà il primo test. A Fermo l'Under ha giocato vincendo in tre occasioni. «Sono napoletano e scaramantico - aggiunge il tecnico - cercheremo di ottenere il quarto successo. Il mio augurio è che i giovani che ho a disposizione possano trovare un ruolo nel campionato: uno studio che è stato fatto ha dimostrato che nelle Nazionali Under 21 che hanno vinto in passato i ragazzi giocavano regolarmente. Spero che ciò possa accadere fino al termine delle qualificazioni».
Ferrara avrà il compito di costruire la Under 21 e non nasconde il suo obiettivo: allestire una squadra di carattere. «Voglio una squadra che si faccia sentire e non una squadra muta. Iniziamo con sei mesi di anticipo e con alcuni elementi che hanno assaporato la Nazionale, ma ci sono ragazzi del 1992 e della Lega Pro. A centrocampo e in difesa ci sono giocatori di buon livello, insieme agli attaccanti che hanno sempre una ribalta maggiore. Per la prima convocazione ho dato spazio a chi ha più minuti nelle gambe».
Ferrara insiste su un concetto che gli sta a cuore: «Tutti i giocatori devono cambiare mentalità. Se i giovani giocano e i risultati non arrivano, sono loro i primi a pagarne le conseguenze».