Maroni su Ruby: questura corretta


ROMA.Il caso Ruby approda al Senato e imbarazza la maggioranza. Roberto Maroni prova a mettere la parola fine allo scandalo delle pressioni esercitate da Silvio Berlusconi sulla questura di Milano per far rilasciare la ragazza marocchina minorenne, sua ospite almeno una volta a un festino ad Arcore. Ma la versione dei fatti del ministro degli Interni è smentita dalla verità che la ragazza affida al settimanale 'Oggi". Ruby racconta l'arrivo in questura nella notte del 27 maggio scorso del consigliere regionale Pdl Nicole Minetti, l'ex igienista dentale del premier, dopo la telefonata del premier al questore. «Michele Oliveira (l'amica brasiliana che ha il cellulare di Berlusconi, ndr) ha chiamato la Minetti che non conoscevo. Poi è scesa una funzionaria per dire di lasciarmi andare perché ero la nipote di Mubarak. Ho sgranato gli occhi e, mentre stavo per fare domande, la Minetti mi ha fatto: 'Sssshhh!" e mi hanno lasciata andare». Dunque sarebbe stata la Minetti a spacciarla per parente di Mubarak. Non è il solo dettaglio nuovo del caso. Ruby infatti rivela che poco prima che lo scandalo deflagrasse Niccolò Ghedini, avvocato del premier, avrebbe telefonato al suo legale per sapere se «sono una ragazza tranquilla».
Quanto ai gioielli che Berlusconi nega di averle regalato, una foto mostra un bracciale di Nicotra San Giacomo, l'orafo a due passi da palazzo Grazioli dove da anni si serve il premier. Non è tutto qui: un filmato di Oggi conferma quanto raccontato da diverse frequentatrici dei festini di Arcore: le ragazze che Lele Mora seleziona e porta passano da un ingresso secondario e non subiscono nessun controllo della sicurezza.
Sono da poco passate le 16,30 quando Maroni prende la parola. «La correttezza dell'operato della Questura di Milano è stata confermata dall'autorità giudiziaria, la questura ha rispettato tutte le procedure», assicura. Maroni conferma le telefonate ricevute sul proprio cellulare dal capo di Gabinetto della questura da parte del capo scorta del premier e dello stesso Berlusconi. «Berlusconi chiedeva informazioni in merito all'accompagnamento presso la questura di una ragazza di origini nord africane che gli sarebbe stata in precedenza segnalata come parente del presidente egiziano». Questo capitava intorno alle 23. Un'ora dopo nuova telefonata dell'addetto alla sicurezza del premier. Nel frattempo Nicole Minetti arriva in questura, dichiara di conoscere Ruby e ne chiede l'affidamento. Alle 2 del 28 maggio, otto ore dopo il fermo, Ruby lasciava la questura con la Minetti.
«Quello che non torna non è il serio lavoro dei funzionari di polizia, è il comportamento di Berlusconi», attacca Anna Finocchiaro. «Ciò che tutti vedono è un presidente del Consiglio convinto che una minorenne in un ufficio di Questura è in pericolo, ciò che tutti vedono è un presidente del consiglio che mente, abusa del suo potere e pensa solo a se stesso: Berlusconi è inadeguato ad essere il presidente del Consiglio di un grande paese democratico». Altrettanto duro Achille Serra (Udc): «Sarà bene sapere che fine farà questa Ruby visto che è una clandestina maggiorenne, il tempo di Berlusconi è scaduto», avverte.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Maria Berlinguer