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MILANO. Una ‘polifonia d'impresa'. E' l'evento organizzato al Teatro Gobetti di Torino e al Teatro Studio di Milano venerdi 24 ottobre. Sul palco, dirigenti d'azienda e i rettori del Politecnico di Torino e Milano, sollecitati a rispondere alle domande di Nerio Nesi e Laura Curino. Nesi, a Milano, ha ricordato la sua lunga permanenza in Olivetti, come direttore dei servizi finanziari dal 1958 al 1970. Ricorda come, arrivando ad Ivrea «si sentiva che li c'era qualcosa di diverso. E ancora oggi, quando vado a Ivrea e vedo gli stupendi fabbricati progettati dai migliori architetti dell'epoca mi commuovo e mi chiedo: perchè non si è potuto continuare? L'Italia ha perso una grande occasione». Nesi racconta anche di un suo particolare incontro con Carlo De Benedetti. Era il 1996 e, di li a poco, l'Ingegnere avrebbe lasciato la guida dell'azienda. Nerio Nesi era in quel momento parlamentare e presiedeva la commissione di indagine sulla Olivetti che «qualcuno — ricorda — avrebbe voluto trasformare in commissione di inchiesta». Tra le audizioni (Olivetti era in un periodo difficilissimo e dolorosissimo) ci fu quella dello stesso De Benedetti: «Quando arrivò alla Camera e iniziò a parlare era commosso. E lo ero anche io. Ed è difficile vedere un uomo come De Benedetti commosso». Dall'altro lato del palco, l'Ingegnere annuisce sul ricordo di quell'evento, ma sulla commozione dissente: «Difficile vedermi commosso? Non concordo». (ri.co.)