«Troppi progetti restano sulla carta»
VIVERONE. Brutta aria quella che tira alle riunioni della Comunità Collinare Intorno al Lago. I malumori si fanno sentire e per qualcuno si lavora poco, troppo poco, tant'è che dopo anni di incontri e di idee, i progetti restano sulla carta solamente. E qualcuno ha anche provocatoriamente chiesto di ridiscutere il ruolo di Giulio Monti, attuale presidente della Comunità Collinare.
Benito Favaro, sindaco di Piverone, ha innescato la miccia per far scoppiare il caso, con la speranza che le sorti degli otto Comuni non siano lasciati in balia del caso e del tempo. «Io non voglio che Giulio Monti lasci la presidenza - spiega Benito Favaro -, ma mi ricordo che lui aveva detto di rimanere in carica fino alle nuove elezioni comunali della scorsa primavera e che poi se ne sarebbe ridiscusso. E invece niente. Questo, poi, non è che un dettaglio, perché i veri problemi non sono quelli di chi occupa la poltrona. Il problema è che non stiamo facendo proprio nulla e anzi, al momento, la comunità collinare è soltanto un costo in più. E poi è alquanto discutibile che ci siano 5 Comuni che hanno fatto richiesta formale di aderire alla comunità, ma che all'oggi, dopo mesi di attesa, non si sia ancora provveduto a dare risposta ufficiale e definitiva. Lo statuto impone tempi più brevi. E io sarei favorevole al loro ingresso».
Forse qualcosa entro la fine dell'anno si potrà sbloccare, a proposito di progetti in corso. «Entro fine mese - continua Favaro - verrà presentato il progetto per l'istituzione del gruppo di protezione civile che avrà sede a Borgo D'Ale. È stato faticoso lavorare coinvolgendo tre province. Comunque questo servizio partirà presto e sarà certo più utile di tante festicciole. Come quella delle Settimane Musicali Intorno al Lago sulle quali ci sarebbe molto da riflettere, soprattutto per quanto riguarda i finanziamenti pubblici che servono a promuovere soltanto qualcuno. Perché in alcuni comuni i concerti si fanno su suolo pubblico, ma in altri a casa di privati cittadini? E poi la comunità finanzia ma i cittadini il biglietto lo devono pagare lo stesso. Sono molto perplesso a riguardo. In questi periodi di magra, sarebbe forse più corretto utilizzare queste risorse per garantire dei servizi più concreti. Ciò non significa che sia contro le manifestazioni culturali, anzi. Però delle volte bisognerebbe ponderare meglio le scelte e le preferenze».
E c'è di più: «Non escludo di interpellare il mio consiglio comunale per uscire dalla comunità collinare - dice Favaro - perché se si continua di questo passo, dovrò renderne conto anche ai miei compaesani».
Intanto per quanto riguarda l'annessione di altri Comuni, i sindaci si dividono. «L'entrata di altri Comuni non può che essere una potenzialità - dice il sindaco di Settimo Rottaro, Francesco Comotto -, l'importante è mantenere omogeneità territoriale e comunale. Se cresciamo acquisiremo sicuramente più peso perché ci piaccia o no, stiamo andando verso l'accorpamento. C'è il rischio poi che questi stessi Comuni che hanno fatto richiesta, si orientino altrove e noi rimarremmo sempre "troppo piccoli" e al punto di partenza. Mi auguro che entro la fine dell'anno si concretizzino alcuni servizi fondamentali della comunità che ci aiutino a superare l'empasse che stiamo vivendo».
Diverso invece il parere del sindaco di Palazzo, Amanda Prelle, che, anche senza prendere posizioni nette, un po' si sbilancia: «L'allargamento è uno stimolo per tutti, questo è un dato certo. Io non ho nulla contro i Comuni che hanno fatto domanda però è evidente che ci siano delle difficoltà tra gli otto Comuni della Comunità Collinare. Forse sarebbe meglio risolverli fra di noi per poi aprire le porte agli altri con uno spirito diverso e più propositivo».
Se poi la comunità accogliesse altri Comuni, che in tutto farebbero 12, chi occuperebbe le otto poltrone a disposizione, come da statuto? E chi rimarrebbe in piedi? O forse l'asse si sbilancerebbe troppo verso la provincia di Torino a scapito di quella biellese?
Elisa Pescina