«Senza Ici niente assistenza»
IVREA. La promessa fatta da Silvio Berlusconi, durante il duello televisivo con Romano Prodi, di abolire l'Ici sulla prima casa scatena la reazione indignata dei sindaci dell'Eporediese. Fiorenzo Grijuela, Marco Suriani e Savino Beiletti, rispettivamente primi cittadini di Ivrea, Caluso e Strambino, definiscono la boutade del Cavaliere «un nuovo e duro attacco alle amministrazioni comunali dopo quello dei mesi precedenti». Il riferimento esplicito è al contenuto della Finanziaria 2006 e alla riduzione dei fondi.
«Con la legge finanziaria il presidente del Consiglio ha prima ridotto i fondi, messo vincoli e tagliato drasticamente il fondo sociale - dicono Grijuela, Suriani e Beiletti - adesso dice che toglierà l'Ici sulla prima casa, quasi tre miliardi di minori entrate, senza indicare dove prenderà le risorse necessarie per far funzionare i comuni. Come si vede siamo alle proposte demagogiche o alle barzellette, salvo avere in mente altre imposte e non dirlo». «Nella finanziaria 2006 - concludono i tre sindaci - è stato drasticamente ridotto il fondo sociale che garantisce assistenza agli anziani ed alle fasce più deboli. Nella sola Città di Ivrea la minore entrata ammonterebbe a 1.200.000 euro; 400.000 a Strambino; 300.000 a Strambino».
Entusiasta per la proposta di abolire l'Ici il sindaco di Rivarolo Fabrizio Bertot. «Sono sempre gli stessi sindaci a piangere miseria e a dire menzogne - dice -. Lo hanno fatto con la finanziaria lamentando tagli inesistenti. Li ho smentiti riuscendo a fare a Rivarolo tutti gli investimenti che avevo programmato e anche di più. L'Ici fino a dieci hanno fa non esisteva, eppure i comuni andavano avanti ugualmente».
Per Bertot abolire la tassa sulla prima casa è un atto liberale e democratico. «Quella di Berlusconi è un'idea geniale - conclude il sindaco di Rivarolo - e la sinistra è in grande difficoltà su questi temi». (vi.io.)