Fabris, nessun azzurro come lui
TORINO. Enrico Fabris ha vinto la medaglia d'oro nei 1500 metri di pattinaggio veloce. Con il tempo di 1'45"97 ha superato due pattinatori americani: Shani Davis, già oro nei 1000 metri e Chad Hedrick, campione del mondo in questa specialità. Con la vittoria di martedì pomeriggio Fabris raggiunge due ori e un bronzo, ed entra nella storia dei Giochi Invernali diventando l'italiano più medagliato di un'Olimpiade, superando il bobista Eugenio Monti e Alberto Tomba (due ori negli stessi Giochi).
Ogni gara, si sa, è una storia a sè. Enrico Fabris, però, non si aspettava che quella di martedì scorso, come gli ha ricordato al telefono il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, diventasse "la storia". Perchè prima di lui, nessun altro uomo azzurro era riuscito a portare a casa nella stessa Olimpiade invernale ben tre medaglie, due ori e un bronzo.
"Cosa mi ha detto Berlusconi? Si è complimentato - rivela Fabris - mi ha invitato ad andarlo a trovare e mi ha fatto notare che sono entrato nella storia dello sport italiano". Roba da far girare la testa a chiunque, tranne che a lui: "E' una grande soddisfazione essere considerato alla pari dei migliori del passato - afferma - ma i record sono fatti per essere battuti e magari dopo di me arriverà un pattinatore più veloce". Una risposta intelligente - ripetuta anche in inglese perchè nella sala stampa dell'Oval manca la traduzione simultanea - che fa apprezzare ancora di più questo ventiquattrenne campione nello sport e nella vita che ha come mito il maratoneta Stefano Baldini.
Le promesse della vigilia erano state chiare: "Gli avversari sono forti - aveva sentenziato Enrico - ma so di valere il podio". Il passo dalle parole ai fatti, è stato breve. O meglio, veloce. Proprio come i pattini che martedì pomeriggio hanno di nuovo trasformato in oro il ghiaccio dell'Ovale. E che hanno inciso il nome di Enrico Fabris tra le leggende dell'Olimpo. Davvero incredibile per questo atleta che fino a un mese fa era famoso solo in Olanda, dove il pattinaggio di velocità è uno sport nazionale, e che per pagarsi gli allenamenti e gli studi universitari si è arruolato in Polizia. Un passato che oggi sembra lontano anni luce, quasi quanto le locomotive americane Shani Davis (argento) e Chad Hedrick (bronzo), che martedì hanno sbuffato alle sue spalle. Tutti questi successi lo hanno reso l'atleta più famoso del momento insieme al fratturato Francesco Totti. Ed anche il più ricco, visto che queste Olimpiadi gli hanno già fatto guadagnare 300mila euro.
Non ha invece prezzo la gioia per quello che fino a quindici giorni fa era soltanto un sogno, e per giunta difficile da realizzare. La comprensibile ansia con cui segue sul monitor la corsa dei rivali che scendono in pista dopo di lui si trasforma così in un pianto liberatorio. E poi in un salto, sul gradino più alto del podio, che gli fa toccare il cielo con un dito. E pensare che dopo trecento metri di pista era solo 17º con un ritardo di 26 centesimi sul russo Ivan Skobrev che è poi finito addirittura sesto. La vista della tuta arancione di Simon Kuipers che al suo fianco cercava di prendere il largo deve però avere avuto su di lui l'effetto che il rosso ha sui tori, perchè la rimonta è stata immediata. E vincente.