Del Giudice ‘approvato' per tre voti Ma erano presenti 39 sindaci su 108

IVREA. Alla conferenza dei sindaci dei 108 Comuni che fanno capo all'Azienda Sanitaria n. 9, soltanto per tre voti è passato il provvedimento di attribuzione della quota incentivante del trattamento economico, relativo al 2004, da assegnare al direttore generale Carmelo Del Giudice.
Venerdì scorso, la Conferenza è stata convocata addirittura due volte per riuscire infine, alle ore 18, ad avere il numero legale con 39 presenze e, dunque, con ben 69 assenze. I primi cittadini erano chiamati ad esprimere un parere sull'operato del dottor Del Giudice, con conseguente approvazione della sua incentivazione economica.
Dei 39 presenti, 18 hanno preferito astenersi, fra questi i sindaci (o loro rappresentanti) dei Comuni di Nomaglio, Strambino, Montalto Dora, Alice Superiore, Colleretto Giacosa.
«La nostra astensione non va esattamente contro l'operato del direttore generale quanto contro il metodo adottato dalla giunta regionale, che detta dei suoi obiettivi e poi chiede ai sindaci di giudicare se sono stati raggiunti - spiega Ellade Peller, vice sindaco di Nomaglio -. Purtroppo, tali obiettivi sovente non rispondono alle effettive esigenze della gente che abita nel nostro territorio. Tutto questo procedimento in sostanza è calato dall'alto. Non si poteva bocciare l'operato di Del Giudice - aggiunge Peller - perché effettivamente ha rispettato le richieste della Regione. Ciò che contestiamo è la sanità nel suo insieme che dimostra di essere sempre più lontana dai bisogni della nostra gente».
Fiorenzo Grijuela ha votato a favore del provvedimento all'ordine del giorno, ma ha sollevato alcuni problemi urgenti che affliggono gli utenti dell'Asl 9. Primo fra tutti il servizio psichiatrico, decisamente carente, soprattutto perché c'è necessità dell'apertura dei due centri diurni previsti a Ivrea e a Rivarolo.
In questi ultimi mesi poi sta letteralmente scoppiando il Pronto Soccorso di Ivrea. Le richieste sono continue e forse nascondono delle inefficienze, da attribuire alla parziale attività di certi servizi sul territorio, che invece dovrebbero essere i primi a fornire risposte immediate. Le liste d'attesa sono inoltre troppo lunghe e quindi molti utenti si trovano costretti ad aspettare mesi e mesi prima di poter sottoporsi a visite specialistiche.
Ciò che però evidenzia la riunione di venerdì scorso è l'assenteismo dei sindaci che per legge «sono i responsabili della salute dei cittadini». L'importante provvedimento non doveva da loro essere trascurato. Per questa ragione il vicesindaco di Nomaglio ha chiesto ai colleghi della Conferenza di attivarsi e chiedere alla Regione di consultare, in futuro, i rappresentanti del territorio quando stilerà il suo piano e definirà i vari obiettivi.
In base alla legge, la Conferenza dei sindaci ha non poco potere, che però non viene sfruttato dai primi cittadini, molti dei quali forse preferiscono mettersi nelle mani dei tecnici, e in questo caso dei dirigenti dell'Asl. L'articolo primo del regolamento precisa a chiare lettere che «la Conferenza dei sindaci è l'organo che provvede alla definizione, nell'ambito della programmazione regionale, delle linee di indirizzo per l'impostazione programmatica delle attività, esamina il bilancio pluriennale di previsione ed il bilancio di esercizio, rimettendo alla regione le relative osservazioni».
La Conferenza dei sindaci può inoltre trasmettere le proprie valutazioni e proposte al direttore generale e alla Regione. Si tratta, dunque, di importanti compiti che forse vengono un po' trascurati da diversi sindaci. E questa trascuratezza sta emergendo più che mai in un periodo in cui sono tanti gli utenti che devono sopportare i disagi determinata dalla disgregazione della sanità pubblica, un bene che caratterizza un Paese che voglia dirsi davvero civile e democratico.
Giuliana Airoldi