Bambino ‘rapito' all'autogrill
SCARMAGNO. La segnalazione al ‘113' arriva dopo le 16 di lunedì. «Presto venite, hanno rapito un bambino e picchiato una donna». Al telefono è un dipendente dell'Autogrill Scarmagno Est sull'A5 Torino-Aosta. La polizia è all'area di servizio in pochi minuti. In realtà, si tratta di sottrazione di minore con rapina. La polizia indaga nell'ambiente dei nomadi. Ci sono denunce a piede libero.
Gli uomini della squadra investigativa del commissariato di Ivrea capiscono subito che non si tratta di un rapimento, i contorni della vicenda ben presto si delineano e le indagini portano alla comunità dei nomadi stanziata in Brianza, nel Milanese.
Lunedì pomeriggio H.R., 26 anni, arriva in auto, una Fiat Stilo di colore grigio, presso l'area di servizio di Scarmagno Est in compagnia del figlioletto di 3 anni e di C.L. fratello del padre del piccolo. Ad organizzare l'incontro presso l'area di servizio dell'A5 sarebbe stato lo stesso C.L., convincendo la donna (da qualche giorno domiciliata a Lessolo) a portare con sè il piccolo con la scusa di salutarlo. Ma ben presto le intenzioni dell'uomo si dimostrano di tutt'altro genere e lo scopo di quell'incontro appare chiaro.
Tra i due nasce un violento litigio, che avrebbe origine dall'affidamento del bambino, una querelle da tempo aperta tra i genitori del piccolo. L'uomo ha anche un piano ben preciso da portare a termine e lo fa con l'aiuto di alcuni complici: sono tre persone (due donne e un uomo) arrivati nell'area di servizio a bordo di un taxi. A questo punto H.R. si ritrova sola contro quattro persone. Viene percossa e rapinata del portafoglio contenente 500 euro e le viene sottratto il figlio trascinato con forza a bordo della Fiat Stilo che si allontana a tutta velocità in direzione Milano.
Dalle testimonianze raccolte dalla polizia e dal racconto fatto dalla madre del piccolo gli investigatori individuano le generalità di C.L. responsabile con i tre complici di rapina e sottrazione di minore. Scattano le ricerche della Fiat Stilo con l'ausilio della Polstrada, mentre viene interessata la Questura di Milano e il commissariato di polizia di Monza per individuare il campo nomadi dove potrebbe essere stato portato il bambino. Nella tarda serata la polizia scopre dove potrebbe essere ubicato il campo nomadi, nel monzese. Ora, con l'aiuto di un avvocato sono in corso trattative con il padre del bambino per arrivare all'affidamento del piccolo.
Marco Bermond