Iran, si allarga la protesta per la crisi economica con scontri e manifestazioni

Video Si stanno diffondendo in tutto l’Iran le proteste contro il regime le prime dalla guerra di giugno e dalle rivolte del 2022 del movimento pro-democrazia Donna, vita, Libertà. Ad innescarle stavolta i commercianti con motivazioni economiche. A queste proteste economiche si sono aggiunte anche quelle che chiedono un cambio di assetto politico, e hanno visto la partecipazione anche deegli studenti.  Molte le tracce sui social, come I video riuniti nella sequenza,  in cui si vede l’assalto alla base militare del battaglione Basij nella città Hamedan, le proteste nella città di Asadabad, e la distruzione del monumento che celebrava il regime islamico a Kuhdasht nella provincia del Lorestan. Leggi l'approfondimento

Il papà di Manfredi Marcucci, sopravvissuto al rogo di Crans-Montana: “Sta male, ma è vivo”

Video “Mio figlio è vivo. È questa la cosa importante”. Umberto Marcucci, padre di Manfredi, uno dei sedicenni ricoverati al Niguarda dopo essere rimasto ferito la notte di capodanno a Crans-Montana, è in ospedale per assistere il figlio in coma farmacologico. "Sta male, ma è vivo, ed è la cosa più importante. Ha ustioni sul 30–40 per cento del corpo, soprattutto sulle braccia, sulla schiena e sui capelli: è stato colpito dalle fiamme mentre scappava dal locale" spiega l'uomo, che ha accompagnato personalmente il figlio all'ospedale di Sion e ricorda le scene drammatiche viste fuori dal locale andato a fuoco: "C’erano feriti irriconoscibili, ve lo assicuro. Ho visto tantissime persone per terra: dai bar hanno portato cuscini, coperte, lenzuola per cercare di proteggerli come potevano, perché faceva molto freddo". A cura di Miriam Romano

Direttore pronto soccorso Niguarda: "I feriti di Cras-Montana sono stati affidati a team dedicati"

Video Sono arrivati in elicottero uno dopo l'altro nell'arco di venti-trenta minuti, "e sono già stati ricoverati", i tre feriti di Crans-Montana trasferiti in serata al Niguarda di Milano. Lo rende noto Filippo Galbiati, direttore di medicina d'urgenza e del pronto soccorso dell'ospedale, che si è preparato all'emergenza attivando l'unità di crisi con la direzione sanitaria e la direzione generale. "Abbiamo messo a disposizione diversi posti letti in terapia intensiva e di centri grandi ustioni - spiega Galbiati - e abbiamo recuperato personale aggiuntivo, che si e' presentato in pronto soccorso e nei reparti per accogliere i feriti. La valutazione iniziale dei tre pazienti è avvenuta nella shock room di pronto soccorso, perché era importante identificare subito il livello di gravità delle ustioni e degli eventuali traumi. La valutazione è stata in urgenza, con delle equipe dedicate, per tutti e tre i pazienti".