Meloni. "Basta distinguo e reticenze sull'antisemitismo. Impegno di tutti, magistratura compresa"

Video Parte dal cordoglio del Governo per il "brutale attacco antisemita a Sydney", la premier Giorgia Meloni nelle sue comunicazioni alla Camera in vista del Consiglio europeo, passa dalla "gratitudine a quel cittadino, anche lui musulmano, che ha evitato una strage peggiore", e arriva a ciò che "spetta" a politica e istituzioni. Ovvero: "Il compito di rafforzare le misure di sicurezza e di protezione delle comunità ebraiche che hanno il diritto di vivere in libertà nelle nostre città senza divenire bersaglio di intollerabili attacchi terroristici per il solo fatto di esistere". Quindi la stoccata: "È tempo di non ammettere più distinguo o reticenze nella condanna a ogni forma di antisemitismo, perché da lungo tempo si assiste a una inaccettabile sottovalutazione dell'antisemitismo di stampo islamista e di quello connesso alla volontà di cancellazione dello stato di Israele". Istituzioni che devono proteggere la Repubblica dai rischi per la proprio sicurezza, inclusi quelli derivanti dalle predicazioni violente di presunti imam come Shahin.  Un compito che spetta a tutte le istituzioni: "magistratura compresa". Leggi

Scontro Bernini-5 stelle: "Ha definito inutili e comunisti gli studenti. Chieda scusa e si dimetta"

Video Botta e risposta all'aceto a Montecitorio tra la ministra dell'Università Anna Maria Bernini, Marianna Ricciardi e il capogruppo M5S in commissione Cultura alla Camera Antonio Caso. I pentastellati bocciano le modalità del semestre filtro per l'accesso a Medicina che sta sollevando la rivolta dell'Uds: il "filtro" ha fatto passare solo il 10% degi iscritti. La ministra smentisce, rilegge i dati e assicura: "Non faremo alcun passo indietro" e annuncia un informativa più ampia sul tema domani in Aula. Ma Caso rilancia: "La riforma è tutta da rifare. Ha chiamato gli studenti inutili e comunisti, ci aspettavamo le sue scuse e le sue dimissioni".

L'alpinista Simone Moro dopo il malore sull’Himalaya: "A 5mila metri ho avuto un attacco cardiaco"

Video Simone Moro chiarisce dal letto d’ospedale di Katmandu cosa gli è accaduto sull’Himalaya: l’alpinista, colpito da un malore a circa 5mila metri, spiega che non ha subito alcun intervento chirurgico, contrariamente a quanto riportato da alcuni media. I medici gli hanno “pulito un’aorta che era tappata” con una procedura non invasiva dopo il trasferimento in elicottero dal Mera Peak. Le condizioni sono stabili, Moro è vigile, di buon umore e in costante contatto con il suo staff e con i medici italiani.