Djokovic stremato dal caldo a Shanghai: si accascia a terra alla fine dello scambio con Munar

Video Il caldo di Shanghai mette ancora una volta a dura prova la resistenza di Novak Djokovic. Vinto il primo set 6-3 contro Jaume Munar negli ottavi del Masters 1000, alla fine del secondo –perso al tie break – il serbo si è accasciato a terra stremato dalla fatica e dal caldo restando sdraiato sul campo per diversi secondi prima di chiedere l'intervento del medico. Alla fine comunque l'ex n. 1 al mondo ha vinto l'incontro al terzo set, concluso con un netto 6-2. Già domenica, Djokovic aveva vomitato a bordo campo e come lui molti altri giocatori, nel corso del torneo cinese, hanno accusato malori dovuti al caldo asfissiante e all'altissimo tasso di umidità di Shanghai. Jiannik Sinner si è ritirato per i crampi mentre stava affrontando l'olandese Griekspoor. LEGGI L'ARTICOLO

Mizrahi (Amici di Israele): "Definisci bambino? Per l'Onu lo sono fino a 18 anni, per Hamas soldati"

Video Il presidente dell'associazione Amici di Israele Eyal Mizrahi è tornato sulla frase "Definisci bambino", da lui pronunciata durante un dibattito televisivo, che ha scatenato l'ira di Enzo Iacchetti e successive polemiche. "La definizione di bambino - ha spiegato a margine di un flash mob a Milano nell'anniversario della strage del 7 ottobre - è diversa a seconda dell'interlocutore. Secondo l'Onu un bambino è quello al di sotto dei 18 anni, per noi occidentali è fino a 10 anni - poi è ragazzino e poi ragazzo. I palestinesi, purtroppo come tanti Paesi del Medio Oriente e del Terzo Mondo, arruolano bambini da 14 anni in su e li mandano a combattere; negli ultimi mesi della guerra, l'età di arruolamento è scesa a 12 anni. Per un soldato è difficile riconoscerli da lontano: se vede qualcuno che gli punta un mitra spara"

7 ottobre, la comunità ebraica di Milano: "Ben Gvir, Smotrich e Hamas pazzi, la kippah è un mirino"

Video "Quelli che non vogliono la pace sono Ben Gvir, Smotrich e Hamas". Daniele Romano, presidente della Brigata ebraica milanese, ha le idee chiare su chi rappresenti oggi il vero ostacolo per il raggiungimento della pace in Medio Oriente: "Ben Gvir e Smotrich e anche Hamas sono dei pazzi furios"», dice. La comunità ebraica ha voluto ricordare il massacro del 7 ottobre con un flash mob in pizza San Carlo, un appuntamento il cui luogo e orario sono stati tenuti segreti fino all'ultimo momento per ragioni di sicurezza. «La kippah - assicura Romani - è diventata un mirino». LEGGI

La comunità ebraica in presidio a Milano: "Bloccare il gemellaggio con Tel Aviv è antisemitismo"

Video La comunità ebraica di Milano in presidio per ricordare il massacro del 7 ottobre 2023, nel giorno del secondo anniversario. “Non abbassiamo la testa, siamo presenti, siamo italiani di religione ebraica, che non molliamo e non cambiamo le nostre abitudini. Questa è una giornata importante, perché ricordiamo due anni da quel massacro che è stato fatto ai poveri cittadini israeliani, ai palestinesi, ai poveri villaggi che vivevano tranquilli senza dare fastidio a nessuno e questo è da ricordarsi, dobbiamo ricordarcelo sempre. Bloccare il gemellaggio Tel Aviv - Milano sarebbe un atto di antisemitismo” Lo ha dichiarato il presidente della comunità ebraica del capoluogo lombardo, Walker Meghnagi, parlando con i giornalisti a margine del presidio organizzato in piazza San Carlo a Milano per ricordare l'attacco di Hamas a Israele che provocò circa 1200 morti.

Gaza - Storia di Foulla, che ha perso 4 figlie. Il fratellino: "Perché ci avete lasciati soli?"

Video Una coppia palestinese sfollata a Giza, in Egitto, Foulla e Hamza Dugmosh, racconta la mattina sconvolgente in cui ha scoperto di aver perso quattro figlie, insieme alle zie, alle loro famiglie e ai nonni - 22 persone -, in un attacco israeliano a Gaza City. Le bambine erano restate a casa dei nonni mentre Foulla seguiva il marito Hamza di ospedale in ospedale per un'infezione al piede ferito, che ora gli è stato amputato. La madre si stringe al figlio Manosour, 9 anni, disperato senza le sorelline e con un messaggio per la più piccola.