Incendio a Montemiletto (Avellino), un arresto grazie alle telecamere di sorveglianza

Video Sabato 9 agosto, un vasto incendio ha interessato le contrade Sant'Eusebio e Bosco del comune di Montemiletto, in provincia di Avellino, distruggendo diversi ettari di area boschiva e circa 130 piante di un uliveto privato. Mentre le squadre dei Vigili del Fuoco del distaccamento di Montella erano impegnate nelle operazioni di spegnimento, i militari dell'Arma hanno avviato gli accertamenti per individuare il presunto responsabile del rogo. Le indagini si sono concentrate su un'utilitaria notata nei pressi di uno dei tre punti di innesco. Grazie all'analisi delle immagini dei sistemi di videosorveglianza presenti lungo il tragitto, è stato possibile risalire alla targa e al proprietario del veicolo. Alcuni fotogrammi hanno ripreso l'uomo mentre appiccava il fuoco alle sterpaglie a bordo strada. Nel giro di qualche ora un 58enne è stato rintracciato presso la propria abitazione e dichiarato in stato di arresto, in attesa dell'udienza di convalida.

Il caos del campionato libico in Italia, rissa e sfida scudetto rimandata: "Manca il Var"

Video Allo stadio Mino Favini di Meda è avvenuto di tutto, tranne il tanto atteso scontro per decretare il vincitore della Final six of Libyan Premier League 2024-2025 tra l’Ah Ahly di Tripoli e l’Al Hilal Benghazi, prima e seconda in classifica, distanziate da soli due punti. Il campionato di calcio libico si sta disputando in Lombardia, tra Milano e l'hinterland, dallo scorso 25 luglio: un evento che rientra nei più ampi accordi siglati due anni fa nell’ambito del piano Mattei tra il governo italiano e quello libico, con interessi legati al petrolio e al controllo dei flussi migratori. Tre gli stadi coinvolti: l’Arena Civica di Milano, il Breda di Sesto San Giovanni e proprio il Mino Favini di Meda. Finora, tra gare a porte chiuse e qualche scontro tra tifosi, la competizione è andata avanti. Fino all'ultima giornata, quella che avrebbe dovuto assegnare lo scudetto.  I primi dubbi sono arrivati sabato pomeriggio: non si gioca. Dopo qualche ora, nella giornata di domenica, il contrordine: si scende in campo, tutto regolare. Ma in serata la nuova marcia indietro: “Manca il Var, quindi i presidenti delle due squadre hanno deciso di non giocare”. Sullo sfondo di questa già complicata vicenda, arricchiscono il tabellino di una partita che non ha mai avuto luogo: una rissa tra dirigenti negli spogliatoi al momento del rinvio, tifosi bloccati all’ingresso e intenzionati ad entrare nello stadio nonostante il match fosse a porte chiuse e una postazione Var con una sola telecamera anziché le consuete 8. “L’agenzia ha pagato oggi per il Var, ma è troppo tardi”, ha rimarcato Fawzi Jaouda, vicepresidente della Federazione calcistica della Libia. Alla fine, i più delusi sono i tifosi, arrivati dall'estero o da altre regioni italiane per provare ad assistere al match. La partita dovrebbe essere recuperata martedì 12 agosto, anche se molti di loro non potranno vederla: “Non siamo sicuri che si giochi veramente e difficilmente torneremo: molti di noi hanno investito molti soldi per essere qui”.

La Martinella per l'anniversario della Liberazione. Funaro: "Una scossa alle nostre coscienze"

Video "E' un momento storico in cui la situazione geopolitica e i conflitti internazionali sono sempre più acuti. Ci sono situazioni drammatiche come quella di Gaza. Il suono della Martinella risuona ancora più forte e scuote le nostre coscienze". Sono le parole della sindaca di Firenze Sara Funaro che stamani ha aperto l'anniversario della Liberazione con i rintocchi della Martinella, la campana della Torre di Arnolfo di Palazzo Vecchio, che l'11 agosto 1944 annunciò alla città il ritorno alla libertà. Durante il suono della Martinella in piazza della Signoria una ventina di persone hanno mostrato la bandiera della Palestina.

Nave in avaria, i testimoni: "Abbiamo preso i giubbotti, eravamo pronti ad abbandonare la nave"

Video La nave traghetto Raffaele Rubattino proveniente da Palermo ha ormeggiato al molo 16 nel porto di Napoli alle 23,30 dopo essere stata soccorsa e rimorchiata a largo di Capri per un incendio che alle 18 ha mandato in avaria i motori. “Tanta paura a bordo, abbiamo sentito uno scoppio, poi il fumo nero”, è il racconto di alcuni tra i 155 passeggeri sbarcati a Napoli dopo la lunga disavventura in mare. “L’equipaggio ci ha fatto indossare i giubbotti di salvataggio, eravamo pronti ad abbandonare la nave”, aggiunge un turista siciliano (video di Paolo Popoli).

Gaza, ucciso il più noto dei corrispondenti di Al Jazeera. Le immagini poco dopo l'attacco

Video Il giornalista di Al Jazeera Anas al-Sharif è stato ucciso insieme ad altri quattro colleghi in un attacco mirato israeliano contro una tenda che ospitava giornalisti a Gaza City. Nelle immagini il corpo del giornalista viene portato nell’ospedale. Anche il padre di Al Sharif, decano dei giornalisti palestinesi, era morto lo scorso anno in un attacco e il figlio aveva deciso di continuare. Sette persone in tutto sono rimaste uccise nell'attacco alla tenda situata fuori dal cancello principale dell'ospedale al-Shifa di Gaza City, avvenuto domenica sera. Tra loro, il corrispondente di Al Jazeera Mohammed Qreiqeh e i cameraman Ibrahim Zaher, Mohammed Noufal e Moamen Aliwa. Secondo il governo israeliano e l’Idf Al Sharif era controllato da Hamas. L’emittente del Qatar nega decisamente il collegamento tra il gruppo terrorista e il giornalista e condanna l’uccisione dei suoi giornalisti e operatori.