Video Un raro Amorphophallus titanum, comunemente noto come “fiore cadavere”, è sbocciato durante la notte all'Orto Botanico dell'Università di Varsavia, attirando folle di visitatori perché è uno dei fenomeni più insoliti della natura. Originario di Sumatra, il “fiore cadavere” possiede la più grande infiorescenza non ramificata del mondo vegetale ed è noto per il suo ciclo di fioritura poco frequente e per il suo odore caratteristico. “Accade solo una volta ogni pochi anni", ha affermato Piotr Dobrzy?ski, curatore della collezione di piante da serra, aggiungendo che emana un odore piuttosto caratteristico, che ricorda carcasse animali in putrefazione. L'esemplare di quest'anno ha raggiunto l'impressionante altezza di 180 cm e una larghezza di 122 cm. La pianta, che aveva già fiorito quattro anni fa, ora pesa 40 kg, avendo guadagnato circa 15 kg dall'ultima fioritura.
Video Sarà necessario aspettare fino al 2028, ma il liceo Sabin lascerà i container per dare a 24 nuove classi altrettante aule nella nuova succursale. L’edificio prenderà il posto dell’ex deposito Tper in fondo a via Bigari, di cui sono in corso da alcune settimane le demolizioni. Oltre alle 24 aule nella nuova ala troveranno posto 4 laboratori, una biblioteca e alcuni uffici. L’intero progetto è finanziato dalla Città metropolitana e costerà 8,5 milioni di euro di Marco Merlini
L’allarme dell’Ufficio antidroga: quattrocento agguati legati al controllo dello spaccio nel 2024
Dopo la segnalazione, il sistema di allerta per bambini scomparsi è scattato, ma il ragazzino era già in viaggio direzione Milano Malpensa, dove poi lo ha raggiunto la madre
Un nuovo studio dell’Eurotower denuncia la fragilità economica dell’Eurozona, legata all’importazione di beni strategici difficili da sostituire. Il 30% delle forniture critiche è concentrato su un solo Paese. “Servono politiche industriali più rapide e coordinate per difendere l’autonomia strategica dell’Europa”.
L'avviso di chiusura con le ipotesi a vario titolo di frode nel processo penale e favoreggiamento è stato notificato a quattro militari
Video Un uomo ha tentato di appiccare un incendio nella moschea di Haghia Sophia (Santa Sofia) a Istanbul, uno dei siti religiosi e storici più importanti della Turchia, già cattedrale bizantina, poi cattolica e infine museo. Le fiamme sono state rapidamente spente grazie all'attenzione di una visitatrice e al tempestivo intervento del personale.
È accaduto lunedì dopo le preghiere serali. Secondo l'emittente turca Ekol TV, da cui sono tratte le immagini del video, il sospettato è entrato nella moschea a volto coperto, con un berretto rosso, una camicia nera e pantaloncini corti.
I filmati delle telecamere di sicurezza mostrano che l'uomo aveva in tasca numerosi piccoli pezzi di carta, ma nessun liquido infiammabile: ciò gli ha permesso di passare attraverso i metal detector senza problemi. Invece di avvicinarsi direttamente al minbar, si è spostato in un'area dietro i leggii vicino alle colonne di marmo della moschea; lì ha dato fuoco ai suoi fogli, prima di allontanarsi con calma.
Una donna ha notato il fumo e ha immediatamente allertato l'imam della moschea. Anche un'altra persona che stava pregando ha prestato aiuto. Il tappeto in fiamme è stato rimosso e l'incendio domato prima che potesse causare danni significativi.
La polizia ha avviato un'indagine per identificare e arrestare il sospetto, che potrebbe essere straniero.
Le accuse sono percosse e lesioni aggravate dall'odio razziale
A CURA DELLA REDAZIONE
Video Le impressionanti immagini della valanga che ha letteralmente travolto un piccolo villaggio nello stato indiano dell'Uttarakhand. Il fiume di fango travolge tutto. Almeno 50 persone, secondo quanto afferma la polizia locale, sono disperse: in corso le operazioni di soccorso
Video “Combatto ogni giorno contro l’abominio che si registra in Palestina, in particolare a Gaza. E tutto questo ha per me un prezzo emotivo enorme, il sentimento che lo accompagna è di lutto. Questa non è una mia lotta o la mia causa, la necessità di fermare il genocidio in atto dovrebbe accomunare noi tutti. Aiutiamoci a fermarlo, si può e si deve. Lottare insieme ci renderà più liberi e più umani”. Così Francesca Albanese relatrice speciale delle Nazioni Unite per i territori palestinesi occupati, sanzionata dagli Stati uniti perché accusata di promuovere una campagna politica ed economica contro gli Usa e Israele, nel suo applauditissimo intervento durante la serata conclusiva della tredicesima edizione dell’Ariano International Film Festival.
L’intervento di Albanese è stato preceduto dal commovente messaggio di una bambina, che ha ricordato al pubblico la drammatica condizione di tanti coetanei sulla striscia di Gaza.
di Pasquale Raicaldo