Video "La seconda lettura dovrebbe essere rapida, poi andremo al referendum, che io auspico, perché una materia così delicata va sottoposta al giudizio degli italiani". Parole del ministro della Giustizia, Carlo Nordio, dopo il voto del Senato che ha approvato la separazione delle Carriere. "Vittoria? Sono cose che scrivo da trent'anni, diciamo che sono molto soddisfatto perché ho realizzato una mia aspirazione dal 1995, quando ho scritto il primo libro sulla giustizia. Da magistrato ci credevo fermamente". Sullo scontro politica-magistratura afferma: Nel tempo vi sono stati forse dei conflitti anche più aspri. Diciamo che di fronte a una riforma così epocale, le divergenze di opinioni si sono acuite. Però io spero, auspico e sono certo che adesso il dialogo riprenderà con maggiore serenità". Il ministro ha festeggiato con i senatori e alcuni deputati di FdI davanti Palazzo Madama. LEGGI
Nessun indulto o amnistia, ma un progetto per alleggerire la pressione sul sistema penitenziario
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Video Un centinaio di manifestanti si è riunito il 22 luglio davanti a Montecitorio per esprimere solidarietà a Francesca Albanese, relatrice speciale dell’ONU per i diritti umani nei territori palestinesi occupati. Durante l’uscita del ministro degli Esteri Antonio Tajani dalla Camera dei Deputati, alcuni attivisti hanno esposto striscioni a favore della Palestina e intonato slogan di protesta contro il leader di Forza Italia. Diretta Raid a Gaza, 51 morti. Von der Leyen: “Immagini insopportabili, bisogna finirla”
Video Protesta nell'aula del Senato dopo l’approvazione del ddl costituzionale sulla separazione delle carriere. "Vergogna, vergogna" il coro dai banchi dell’opposizione. I senatori del Pd hanno mostrato la copertina della Costituzione italiana rovesciata; quelli del M5s hanno invece alzato un cartello con le immagini di Borsellino e Falcone con la scritta "non nel loro nome". Nella stessa protesta i cinquestelle hanno denunciato che la separazione delle carriere viene, piuttosto, fatta per portare a compimento il progetto di Licio Gelli e quello di Ssilvio Berlusconi. Subito dopo, la seduta è stata sospesa per riportare l'ordine in aula.
Video Da 30 anni residente in via Italo Calvino, a Milano, Piero, membro della Rete Comitati Milanesi, ci accompagna a visitare il cantiere che doveva far nascere un palazzo di venti piani. Al posto del grattacielo c'è un buco: tutto è fermo. Quello di Torre Futura è, per la procura di Milano, uno dei casi emblematici del meccanismo con cui, secondo le accuse, avrebbe funzionato la Commissione paesaggio. Un architetto propone il progetto per il grattacielo Torre Calvino (dalla via omonima) ma la Commissione per il paesaggio lo boccia. Tra i contrari in Commissione c'è un altro architetto, Alessandro Scandurra, che poi a sua volta riceve l’incarico dallo stesso costruttore. Con il nuovo progetto, ribattezzato Torre Futura, la Commissione esprime parere favorevole (Scandurra si astiene al momento del nuovo voto).
Il caso è citato tra le 400 pagine dell’inchiesta della procura milanese sull’urbanistica, che ipotizza favoritismi all’interno della Commissione.
Ecco cosa cambia, come sarà il nuovo assetto e quali sono i passi per l’approvazione definitiva
A CURA DELLA REDAZIONE ITALIA
A favore del provvedimento le forze di maggioranza, Fdi, Fi e Lega, a cui si è aggiunto Calenda. Contrari Pd e M5S. Italia Viva astenuta. Proteste in aula con la Costituzione capovolta. Meloni: «Passo importante, avanti per una giustizia più efficiente ed equa»
A CURA DELLA REDAZIONE
Video Paola Minaccioni è un tornado nel pieno della sua estate teatrale. Porta in scena "Paola racconta Anna", che ha scritto con Elisabetta Fiorito. E "La vita è meravigliosa. Anzi, è un tipo", scritto con l'amico ?? Ha appana finito di girare due film, in carnet ne ha più di quaranta, quattro con Ozpetek, ci sono le commedie di Brizzi ma è stata diretta anche da Garrone e Pontecorvo. Volto storico di serie cult come "Un medico in famiglia", voce storica del "Ruggito del Coniglio" in radio, in studio imita il "romaniesco" di Giorgia Melioni e cita magistralmente il Belli. Racconta gli inizi difficili quando come la sua adorata Magnani dissero che non aveva un volto da cinema, i provini mancati, la competizione tra attrici, il patriarato imperante sul set e fuori. La schiavitù dell'eterna giovinezza, ma anche la felicità conquistata di recitare perché sei brava: "Ragazze, si può!". Con il rammarico che al cinema la sua parte dei sogni ancora non gliel'hanno data. Ma fa il lavoro che ama e non ha rimpianti. Di nessun tipo. "Ho trovato uomini che non volevano la famiglia del quadretto - ammette -. Ci ho sofferto. Ma poi ho capito che li sceglievo perché quella che non voleva il quadretto ero io". Intervista di Giulia Santerini
Video "Non prenderemo parte al genocidio. Non presteremo il nostro servizio all'apartheid. Resistiamo. Rifiutiamo!". L'attivista Itamar Greenberg spiega così il sentimento di una parte dei giovani israeliani contrari alla guerra nella Striscia. Davanti alla convocazione per il servizio militare, i giovani del movimento Mesarvot si oppongono al servizio nelle Forze di Difesa Israeliane (Idf) distruggendo e non rispettando la chiamata. LEGGI