Video "Con il video è arrivata una verità, di questo sono contento, ho fiducia nei giudici e nella giustizia italiana: io, la mia famiglia e tutta la comunità egiziana. Fiducia al 100%". Lo dice parlando con i giornalisti Yehia Elgaml, il 19enne morto in seguito a un inseguimento con i carabinieri alla fine dello scorso mese di novembre, dopo la diffusione del video al Tg3 in cui si sentono i commenti dall'auto dei carabinieri con la dashcam all'inseguimento dello scooter su cui viaggiano Ramy e il conducente del mezzo Fares Bouzidi.
Il padre del 19enne ha spiegato di non avere paura che quanto realmente accaduto quella notte possa essere insabbiato: "No, non ho paura di questo, credo che uscirà tutta la verità, chiedo giustizia per mio figlio". "Appena ho visto le nuove immagini sono stato contento perché è arrivata la verità per Ramy. Ma negli ultimi 30 secondi del video mi sono arrabbiato più del giorno dell'incidente perché ho visto Ramy morire davanti ai miei occhi".
Video di Ilaria Carra
Video La stanza di Ramy è in realtà il salottino di casa Elgaml, un piccolo bilocale al Corvetto. «Questo è il suo letto» indica suo padre, Yehia, 61 anni. Un letto a castello, di ferro verniciato di bianco. «Ramy dormiva sotto. Da allora è sempre vuoto». Le federe bianche, un cuscino messo sopra l’altro, il copriletto fiorato ben tirato. Sopra dorme Tarek, suo fratello, «l’altro mio figlio più grande». Intorno, è pieno di foto di Ramy. Il padre ne stringe una al petto, «siamo io e lui in piazza Duomo, da quando è morto ci dormo abbracciato». La mamma di Ramy, Farida, ci offre del té e continua a mostrare foto del figlio dal suo cellulare. Sui muri ci sono i suoi disegni. E la bandiera della sua squadra di calcio egiziana, l’Al Alhy 1907, «era la sua squadra, ma in Italia tifava la Juve». Sulla porta della stanza ci sono altre due bandiere. Una più piccola, dell’Egitto, una più grande dell’Italia, «è giusto così, quella dell’Italia l’ha fatta Ramy il primo giorno che è arrivato in Italia e l’abbiamo appesa qui». Testo e video di Ilaria Carra
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Liveblogging Decine di messaggi degli esponenti del parlamento italiano per la liberazione della giornalista. La commozione dei genitori e del compagno. L’arrivo previsto alle 16,15 a Ciampino
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Manuela Galletta
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