Ceccarelli su Propaganda: "Inciampo di lingua, mi scuso. Stupito si pensi volessi offendere Meloni"

Video Filippo Ceccarelli, ospite dell’Arena Repubblica a Più libri più liberi, dialoga con Laura Pertici e spiega cosa è successo durante la diretta di venerdì scorso a Propaganda live che ha scatenato le proteste della destra e un intervento della presidente del Consiglio Giorgia Meloni. "È un’avventura tragicomica questa qua, però ne sento l’effetto e voglio spiegare cosa è successo a Propaganda - ha detto Ceccarelli - Stavo raccontando che l’intero Circo Massimo a Roma è tappezzato da paratie con la scritta Atreju. Allora ho cominciato a dire "Atreju, Atreju, Atreju…" e qui è avvenuto l’inciampo con la lingua e ho detto una parolaccia. Era una reiterazione, era una parolaccia che io non uso mai, è scappata come una specie di scioglilingua avvelenato, come due vocali che sono andate di traverso, come qualcosa che si è inceppato. E quando me l'hanno fatto notare, ho alzato le mani. Naturalmente a me dispiace quello che è successo, è un errore, è una cosa che non dovrebbe avvenire. E se la cosa può in qualche maniera aiutare, io non ho nessuna difficoltà a scusarmi, avendo scritto una quantità di pezzi su quelli che dicono le scemenze e poi si scusano. Succede a tutti, succede a me". Prosegue Ceccarelli: "Poi però devo dire la verità: sono abbastanza stupito del fatto che la cosa si è ingigantita moltissimo. Non era una battuta, era uno slittamento di vocali e mi spiace che si possa pensare che io, dopo 50 anni che scrivo, abbia potuto offendere in maniera così volgare la presidente del Consiglio, le donne di destra, l'intero genere femminile". Di Gianvito Rutigliano (VideoHub)

'Ndrangheta a Brescia, il procuratore capo: "Tentativo di infiltrazione in amministrazioni locali"

Video Le organizzazioni 'ndranghetiste "sono molto pervasive, riescono ad avvicinare e a portare dalla loro parte personaggi più svariati. In questo caso c'era un tentativo di infiltrazione in amministrazioni locali. Per fortuna il fenomeno, almeno per le risultanze investigative, non è particolarmente esteso". Così il procuratore capo di Brescia, Francesco Prete, a margine della conferenza stampa in Questura sull'inchiesta della Dda che ha portato a 25 arresti - tra cui anche una suora. "Circa la religiosa, dobbiamo ulteriormente verificare, però le indagini avrebbero disvelato un contributo da lei offerto nell'interscambio di notizie dentro e fuori dal carcere", ha confermato Prete. La suora, Anna Donelli, posta ai domiciliari, sarebbe stata "a disposizione del sodalizio per garantire il collegamento con i sodali detenuti in carcere". Leggi l'articolo