Elezioni Usa 2024, "Potete spostare l'ago della bilancia": a Londra i volontari che incoraggiano gli americani all'estero a votare

Video Un'associazione di democratici americani che vivono nella capitale britannica si incontrano due volte a settimana in un'aula universitaria per incoraggiare i cittadini statunitensi residenti all’estero a votare per le presidenziali e aiutarli a destreggiarsi tra le varie scadenze e i dettagli per votare correttamente a seconda delle regole in vigore nei vari Stati. "Fuori dagli Stati Uniti ci sono 6 milioni di americani che hanno diritto al voto", spiega la co-presidente di 'Vote from Abroad UK' Lesley Gallagher, "di questi, votano solo 1,2 milioni. Se si sposta quell'ago anche solo di un po', si può avere un impatto reale" A cura di Eleonora Giovinazzo

Regionali, Manfredi: "De Luca sì, De Luca no. Sembra una farsa"

Video Alla festa dei Giovani democratici, il sindaco Gaetano Manfredi interviene sul tema del terzo mandato per Vincenzo De Luca in Regione. Lo fa alla vigilia della commissione, in consiglio regionale, dove arriva la norma per consentire la ricandidatura del presidente. “De Luca si può candidare o non si può candidare? Questo è un mistero”, dice Manfredi: “Io non l’ho capito. Ho letto questo intervento di Bassolino che dice: la legge elettorale l’abbiamo ripresa nel 2009. Ora siamo nel 2024. Sono passati 15 anni, riprendiamo la legge elettorale: mi sembra una farsa questa cosa". Per l'ex rettore c'è un punto di caduta politico:  "Eventualmente fosse candidabile, c’è poi una scelta legata alla tenuta della coalizione. Una coalizione unita vuole De Luca come candidato? Questo è un tema da porre ai partiti. Se vuole De Luca candidato, sarà lui il candidato. Se non vuole De Luca candidato, si deve scegliere un altro. Ma non è che tutto il ragionamento politico in una Regione di 6 milioni di abitanti può ruotare intorno a questo tema della candidatura si o della candidatura no”.

Gerusalemme, dura contestazione contro Netanyahu alla cerimonia per le vittime del 7 ottobre

Video Fischi e urla contro il premier israeliano Benjamin Netanyahu da parte dei parenti degli ostaggi uccisi o ancora nelle mani di Hamas al cimitero militare del Monte Herzl a Gerusalemme durante la cerimonia per le vittime del massacro di Hamas del 7 ottobre dell'anno scorso e per i soldati morti in questo anno di guerra. Il premier aveva appena iniziato a parlare quando dal pubblico   si sono levate grida contro di lui “Vergogna!». Per lunghi minuti il premier resta in silenzio mentre diverse persone gli gridano contro la loro rabbia chi per il padre assassinato, chi per il figlio abbandonato da 388 giorni, ostaggio di Hamas.