Video In Liguria l'allerta temporali arancione durerà fino a domani alle 15 tranne che per lo Spezzino. Un uomo è disperso ad Arenzano, nella Città metropolitana di Genova: la moglie ha riferito che potrebbe essere stato travolto da uno smottamento sulle alture del comune, provocato dalla fuoriuscita di un torrente. Sempre ad Arenzano è stato chiuso un tratto dell'Aurelia. Una decina di persone componenti di quattro famiglie sono rimaste isolate a causa di una frana caduta sulla strada in una frazione di Casarza Ligure, in provincia di Genova. Le precipitazioni più abbondanti sono attese sul settore centrale della Liguria, fra Genovesato e Savonese.
Domani e lunedì la sfida tra Orlando e Bucci, fra tre settimane si vota in Umbria ed Emilia-Romagna
Video Il presidente del Senato Ignazio La Russa canta "La campana di San Giusto", più nota come "Le ragazze di Trieste", dalla regia la musica suggerita è "L'Italiano" di Toto Cutugno e la parola d'ordine è una sola: fare quadrato attorno alle polemiche sul caso-Giuli e le dimissioni del suo capo gabinetto Francesco Spano. All'auditorium Gaber di Milano va in scena la festa per i 2 anni del governo Meloni e il terremoto politico delle ultime ore sembra il convitato di pietra che nessuno avrebbe voluto. "Non c'è nessun caso, nessun problema", chiosa il capodelegazione di Fratelli d'Italia al parlamento europeo Carlo Fidanza. "Fate solo gossip", attacca la ministra per il Turismo Daniela Santanchè. "Guardoni", dirà poco dopo la senatrice di Forza Italia Licia Ronzulli. Chiediamo al capogruppo di FdI in consiglio regionale Christian Garavaglia se sia normale l'uso della parola "pederasta" nel 2024, appellativo con cui è stato definito Spano in una chat di amministratori del suo partito: "Sta nelle battute che ciascuno fa nel suo mondo privato, io non lo userei ma non sto a giudicare". "Un appellativo molto desueto", sminuisce ancora Santanché mentre sala l'attesa (e, forse, l'apprensione) per la tanto discussa puntata di Report dove si aggiungeranno tasselli alla vicenda. "Se la guarderò? C'è la partita, Inter-Juve", si divincola la sottosegretaria all'Istruzione Paola Frassinetti. "Report? Cos'è Report", risponde, invece, serafico il presidente del Senato Ignazio La Russa.
La sorella della ragazza: «L'ha buttata giù lui, non era pazza, né depressa, è stata l'ennesima vittima di violenza»
Il figlio del fondatore di Luxottica è indagato per concorso in accesso abusivo a sistemi informatici
Andrea Siravo
Video "Con tutto il rispetto, non ci mancherà". E' il lancio di un post di Matteo Salvini, a commento di un fatto di cronaca avvenuto nei giorni scorsi: un poliziotto ha sparato e ucciso un giovane migrante in stazione a Verona. Diego Bianchi commenta a Propaganda, su La7, le sparate del ministro dei Trasporti.
Video La serie 'Vita da Carlo' è stata creata da Carlo Verdone, Nicola Guaglianone e Menotti, ed è interpretata dallo stesso Carlo Verdone che la dirige in alternanza con Valerio Vestoso. La terza stagione della serie sarà disponibile da sabato 16 novembre in esclusiva su Paramount+. La terza stagione - scritta da Carlo Verdone con Pasquale Plastino e Luca Mastrogiovanni - ruoterà attorno al mondo musicale: a Carlo Verdone viene proposta la direzione artistica del Festival di Sanremo. La sua enorme cultura musicale rende Carlo la persona ideale per dare vita ad una kermesse all’insegna della competenza e dello spettacolo, senza contare che lui è indubbiamente tra i personaggi più amati del Paese. In quell’assurda ipotesi c’è qualcosa che lo alletta. La musica, insieme al cinema, è da sempre la sua più grande passione e, dentro di sé, Carlo nutre la convinzione di poter allestire un Festival indimenticabile. Il cast vanterà nuovissimi interpreti, oltre a diverse leggende della musica italiana. Nel cast, oltre a Carlo Verdone, anche Monica Guerritore, Stefania Rocca, Caterina De Angelis, Antonio Bannò, Filippo Contri, Maria Paiato, Stefano Ambrogi, Ema Stokholma, Maccio Capatonda, Gianna Nannini, Zucchero Fornaciari, Nino D’Angelo, Serena Dandini, Roberto D’Agostino, Francesco Motta.
Video "Cos'è Report? Quelli vanno guardati da chi ha interesse, non da me". Così il presidente del Senato Ignazio La Russa, arrivato a sorpresa durante i festeggiamenti in Lombardia per i due anni di governo Meloni, risponde a chi gli chiede se domenica sera guarderà la partita dell'Inter (di cui è tifoso) o la trasmissione Report, dalle cui anticipazioni sono scaturite le dimissioni del capo di Gabinetto del ministro della Cultura Giuli. La Russa preferisce sottolinare che viene da Trieste: "Dove ho festeggiato i 70 anni di Trieste italiana. NOn c'era nessuno dell'opposizione". Non si lascia scappare l'occasione per entrare nell'agone politico: "Voi mi avete invitato e siccome - annuncia dal palco della convention - un pochino di destra sono, ho deciso di venire. Sono il presidente del Senato ma sono iscritto al gruppo di Fratelli d'Italia, lo dico ai giornalisti che non lo sanno". Poi il riferimento al caso-Corsini, il direttore degli approfondimenti Rai che ha bollato come "infame" il conduttore di PiazzaPulita Corrado Formigli: "Fate un applauso a un grande giornalista, sempre obiettivo - ha detto La Russa riferendosi al condirettore di Libero Pietro Senaldi, chiamato a moderare la giornata -. Non infama mai nessuno lui. Chi vuol capire capisca". Di Andrea Lattanzi
Negli Anni 90 il ministro della Cultura Giuli era tra i militanti di Meridiano Zero, movimento neonazista, fondato da Graziani
L’ex portavoce per gli Affari iraniani per il governo israeliano: «La guerra su più fronti è una lunga maratona»