Georgia, esplode un impianto chimico: fumo visibile a 50 km, evacuate 17mila persone

Video Un incendio presso l'impianto chimico BioLab a Conyers, Georgia, ha provocato una massiccia colonna di fumo visibile a oltre 50 chilometri di distanza, fino all'aeroporto internazionale di Atlanta. L'incidente, avvenuto alle 5 del mattino del 29 settembre, è stato causato probabilmente da un guasto a un dispositivo antincendio e dal danneggiamento del magazzino, a seguito dell'uragano Laura. Le infiltrazioni di acqua piovana hanno reagito con sostanze chimiche, causando un'esplosione. Circa 17 mila persone sono state evacuate e le strade chiuse per precauzione, mentre i monitoraggi sono in corso per verificare la presenza di sostanze tossiche nell'aria. Le autorità, tra cui l'Agenzia federale per la protezione dell'ambiente, stanno analizzando la composizione della nube di fumo. Non sono stati segnalati feriti, ma lo sceriffo della contea ha invitato i residenti a evacuare o a chiudersi in casa, evitando l'inalazione di potenziali sostanze chimiche pericolose, come il cloro. Le scuole nella vicina contea di Newton sono state chiuse, e un ospedale locale ha trasferito i pazienti in via precauzionale. I vigili del fuoco stanno lavorando per contenere l'incendio e smaltire le sostanze chimiche coinvolte.

Arresti ultras, la procuratrice Dolci: "La curva nord aiutò Bellocco a trovare lavoro finto a Milano"

Video Durante la conferenza stampa sugli arresti degli ultras di Inter e Milan, la procuratrice aggiunta Alessandra Dolci torna a parlare anche dell'omicidio Bellocco, il capo ultras della curva interista ucciso poche settimane fa: "La curva nord lo aiutò a trovare lavoro finto a Milano. Sapevamo che c'erano dei contrasti all'interno del comitivo per la gestione dei proventi - ha aggiunto la procuratrice e capo della Dda del capoluogo lombardo - ma mai avremmo pensao che questi contrasti sfociassero in un omicidio".

Estorsioni e infiltrazioni della 'ndrangheta: le intercettazioni dell'inchiesta che ha azzerato i vertici delle curve di Inter e Milan

Video I capi ultras della Curva Nord dell'Inter avrebbero commesso una "pluralità di reati" fra cui lesioni, percosse, resistenza a pubblico ufficiale, rissa, estorsione, intestazione fittizia con "l'aggravante di favorire l'associazione dei Bellocco", il clan 'ndranghetista di Rosarno il cui esponente di spicco Antonio Bellocco è stato ucciso lo scorso 4 settembre a Cernusco sul Naviglio. E' quanto si legge nell'ordinanza di custodia cautelare a carico, fra gli altri, di 10 vertici della tifoseria organizzata nerazzurra che rispondono di associazione a delinquere aggravata dall'agevolazione mafiosa e di almeno una ventina di episodi di risse, violenze contro le forze dell'ordine, estorsioni, bagarinaggio. In particolare Antonio Bellocco sarebbe arrivato a Milano "grazie a Ferdico" (Marco Ferdico, uno dei vertici della Nord assieme all'arrestato Andrea Beretta) che gli avrebbe procurato un "alloggio" e una "occupazione lavorativa fittizia". In cambio l'esponente della 'ndrina avrebbe utilizzato la "sua fama criminale" anche "per riunire il tifo organizzato interista sotto un'unica regia", "sopprimendo" tutti gli altri gruppi" e garantendo "in esclusiva i guadagni derivanti dalla gestione delle attività illecite facenti capo allo stadio". Bellocco "aveva il compito di respingere iniziative di altri gruppi criminali interessati a gestire i guadagni dello stadio". Guadagni che derivavano, tra l'altro, dalla vendita a "prezzi maggiorati dei biglietti delle partite di calcio", "bevande durante le partite", "magliette e altri gadgets" e "fornendo a pagamento" la "protezione a imprenditori che richiedevano 'servizi' di guardiania al di fuori dello stadio San Siro" per "scoraggiare la vendita di gadgets contraffatti da parte dei cosiddetti 'magliettari' provenienti dalla Campania".

Salento, i bagnanti aiutano un delfino in difficoltà tra gli scogli a tornare al largo. Ma sui social pioggia di critiche: "Lo avete condannato"

Video Turisti e bagnanti si sono accorti che il delfino annaspava tra scogli e ciottoli dell’insenatura di Porto Selvaggio, tra le zone più suggestive e amate del Salento. Era in evidente difficoltà e non riusciva a ritrovare l’orientamento per tornare al largo. Così, con l’aiuto di alcuni asciugamani utilizzati come improvvisata barella, uomini e donne hanno tentato di riportare il mammifero marino verso il mare e il salvataggio è stato ripreso dal cellulare di Ozanews, canale di informazione online con sede ad Ugento. I commenti, però, sono stati impietosi: va bene lo slancio e la predisposizione all’aiuto, questo il tenore dei commenti, ma i delfini non andrebbero toccati. Inoltre, secondo alcuni commentatori social, il tentativo di andare verso riva rivelerebbe nel delfino una parassitosi in atto o un altro problema di salute e riportarlo al largo significa condannarlo a morte sicura. In questi casi, dunque, bisogna avvisare Guardia costiera, Capitaneria di porto, guardie ambientali o forestali, oppure Polizia locale perché contattino un veterinario specializzato in animali marini che sappia come trattare il caso. Resta l'osservazione che lo Ionio sia, ormai, densamente popolato dai delfini che causano anche danni economici ai pescatori.

Usa, Trump torna a far discutere: "Un giorno di violenza metterebbe fine alla criminalità"

Video Ennesima frase shock di Donald Trump durante un comizio a Erie, Pennsylvania. L'ex presidente degli Stati Uniti e candidato repubblicano ha detto che il crimine non esisterebbe se il Paese "avesse lasciato che la polizia facesse il suo lavoro". "Se ci fosse un giorno davvero violento", "un'ora violenta, e intendo davvero violenta, la voce si spargerebbe e finirebbe immediatamente", ha detto il tycoon dal palco. Leggi anche: La virata religiosa di Trump e Vance. Il vice si fa ospitare dal predicatore che definisce Harris “Satana”, il tycoon prega Sant’Arcangelo contro il “demonio”

Arresti ultras, il procuratore di Milano Viola: "Tra le due tifoserie accordo di non belligeranza inserito in contesto di 'ndrangheta"

Video "Quello che è emerso, e che è stato anche detto in conferenza stampa, è che tra le due tifoserie c'era un accordo di non belligeranza: molti dei problemi venivano risolti attraverso intese": così il procuratore di Milano Marcello Viola a margine della conferenza stampa sull'arresto dei vertici delle curve di Inter e Milan. "C'era anche uno scopo di profitto che accomunava le due tifoserie - aggiunge Viola - era chiave per la risoluzione dei problemi. Era interesse di tutti tenere la situazione tranquilla. Vi sono state pressioni sui bagarini perchè il controllo doveva essere assoluto" ha chiuso il procuratore.