"Satnam potevo essere io". Drogati e sfruttati per pochi euro: così lavorano i braccianti Sikh nell'Agro Pontino

Video “Satnam non è morto solo oggi, è successo già prima e succederà anche domani. Ho pensato che al posto suo potevo esserci io”. La morte del giovane bracciante indiano in un’azienda agricola nelle campagna di Cisterna di Latina ha scosso profondamente l’intera comunità Sikh dell’Agro Pontino. Satnam Singh è morto in seguito a un incidente con un macchinario agricolo, dopo che il suo datore di lavoro anziché prestargli soccorso e portarlo in ospedale l’ha lasciato fuori dalla sua abitazione mentre perdeva sangue e con il braccio tranciato su una cassetta di legno. “Il nostro è un lavoro duro, lavoriamo con il sole, con la pioggia, con la grandine”, raccontano alcuni braccianti, “alcuni prendono delle droghe per non sentire caldo o freddo e per lavorare di più”. L'ARTICOLO DI CORRADO ZUNINO - L’offesa del padrone al bracciante morto nell’Agro Pontino. “Se l’è cercata, ci ha rovinato tutti”

L'osteria romana "dal Cornuto" prende il posto dello storico ristorante milanese "Al Pont de Ferr" sui Navigli

Video Cucina romana dove un tempo c'era Al Pont de Ferr: chiuso da oltre due anni, il ristorante che fu di Maida Mercuri e dove calcarono le scene cuochi noti (come Vittorio Fusari, Matias Perdomo, Ivan Milani e Luca Natalini) riapre oggi con una nuova proprietà, un nuovo nome (scelta ardita: Osteria dal Cornuto) e cambiamenti radicali. Sarà protagonista la cucina romana: ai fornelli Riccardo Veneziano, già noto sulla scena milanese per il suo risotto alla carbonara, anche qui uno dei piatti forti in carta. Saracinesca alzata e fornelli accesi da oggi, con qualche giorno di ritardo sulla data originariamente fissata per lunedì 17. Il project manager è l'architetto Alessandro Basso, con il coinvolgimento di un investitore inglese. Ecco novità e filosofia, raccontate a Repubblica dallo chef Veneziano in un video a poche ore dal debutto.

Ischia, in albergo spunta un cane robot: “Il futuro? Già qui”

Video Sale le scale e si solleva in piedi, ‘zampetta’ sulle maioliche colorate del pavimento e cattura l’occhio dei turisti: spunta, a Ischia, un cane robot hi-tech. Accade all’Hermitage Resort & Thermal SPA, ma non sono a rischio (per ora) le professioni del turismo. Si tratta piuttosto di una dimostrazione all’interno del quinto “International Symposium on Dynamic Response and Failure  of Composite Materials”, organizzato dal 17 al 21 giugno sull’isola da Valentina Lopresto, che insegna al Dipartimento di Ingegneria Chimica, dei Materiali e della Produzione Industriale delle Federico II (tra gli ospiti anche l'astronauta Walter Villanie). Il cane robot si chiama Go2 ed prodotto dalla cinese Unitree: la macchina base costa circa 4000 euro, quella esibita a Ischia arriva ai 18 mila. “Dalla sorveglianza al salvataggio, dalla ricerca alla perlustrazione di ambienti ostili, dove è opportuno che si sostituisca all’uomo, riducendo i rischi, fino all’esplorazione di palazzi a rischio di crollo o terremotati: le sue potenzialità sono infinite”, spiega Pietro Cozzolino, ceo di Martec, l’azienda che si occupa della distribuzione del cane-robot in Italia. Tra le realtà interessate anche Asìa, la realtà che si occupa di gestione dei rifiuti a Napoli.