A Gaza dove il tunnel di Hamas è sotto alla scuola del paese

Video Dal nostro inviato Fabio Tonacci   Il tunnel si apre nella terra a quaranta metri dalla scuola elementare di Juhor ad Dik. O meglio, da ciò che resta della scuola di Juhor ad Dik. Perché anch’essa, come tutti in questo villaggio a sud-est di Gaza City, è distrutto dai bombardamenti dell'esercito israeliano. "Lo diciamo e lo ripetiamo, Hamas utilizza le strutture civili per nascondersi e proteggersi. Ospedali, moschee, uffici amministrativi. È una cosa vergognosa che chi critica il nostro operato spesso dimentica", spiega il tenente colonnello Gilat Pasternak, 38 anni, l’ufficiale dell’Idf che ha portato Repubblica dentro la Striscia. Juhor ad Dik è un posto che ha ormai perso ogni connotato urbano. Una volta era un villaggio, ci vivevano 5mila persone. Gilat spiega che sono andati tutti via prima dell'inizio delle operazioni. Non un solo edificio è rimasto in piedi, non una sola casa è intatta, non un solo abitante è rimasto. Si passeggia nell'attimo dopo un terremoto, sembra Grozny, o Aleppo, o Raqqa, quelle città della Storia su cui la guerra si accanisce fino alle fondamenta. C’è puzza di bruciato. "Era una roccaforte di Hamas, erano partiti da questo villaggio un mese fa e sono tornati portandosi due golf car del kibbutz di Be’eri". Juhor ad Dik è stato quindi sottoposto alla procedura delle forze armate israeliane: prima i servizi di intelligence hanno individuato le postazioni, i lanciatori di razzi, i tunnel, poi li hanno colpiti dall'alto con droni e una pioggia di missili, quindi sono arrivati i carri armati Merkava, le ruspe anti-mine, il genio militare, e, solo alla fine, i fanti della 838esima Brigata. Che ora fanno il segno della vittoria affacciandosi dai terrazzi diroccati, dormono nei ruderi, hanno issato una bandiera di Israele e sui muri hanno scritto "Ultras Maccabi Haifa".   Quel tunnel è stato fatto saltare con l’esplosivo. Nei primi metri del cunicolo gli israeliani avevano trovato un deposito di armi, ma oltre non sono andati. Non si sa dove porta. Galit spiega che nella "metro", come chiamano la chilometrica rete sotterranea costruita dai miliziani, non ci vanno quasi mai. "Solo se non abbiamo proprio altra scelta". Troppo pericoloso per loro, troppo vantaggioso per gli altri. E però, ogni tanto, dalle viscere della Striscia sbuca qualcuno con un lanciarazzi e fa fuoco verso di loro. È successo già quattro volte nel villaggio di cui resta solo il nome. Juhor ad Dik, "il Pozzo del gallo". Raso al suolo, lo credevano neutralizzato del tutto. "Il mondo di sopra sì, il sotto è imprevedibile. Ancora oggi non posso essere sicuro che non troveremo altri buchi nel terreno". Finora l'esercito israeliano ha perso 40 soldati dall’inizio delle operazioni nella Striscia, 360 dal 7 Ottobre.

Illuminate per la prima volta le quattro torri della Sagrada Familia di Barcellona

Video Le quattro torri degli Evangelisti della Sagrada Familia di Barcellona sono state illuminate per la prima volta, sotto gli occhi di centinaia di spettatori. Queste torri  sono decorate da quattro figure alate appartenenti al tetramorfo, creazione dello scultore spagnolo Xavier Medina-Campeny. I lavori per la realizzazione della Sagrada Familia sono iniziati nel lontano 1882, e la loro conclusione è programmata non prima del 2033.

Metropolis/444 Live - "Piazza idea". Con Vespa e Molinari, poi Bombardieri, Gancitano, Taruffi e Squeri

Video Oggi al tavolo di Metropolis con Gerardo Greco parlano di attualità e si intervistano sui rispettivi libri due direttori scrittori prolifici: Bruno Vespa - che ha appena dato alle stampe Il Rancore e la speranza (RaiLibri e Mondadori) - e Maurizio Molinari, che ha appena scritto Mediterraneo conteso, Rizzoli.   Parleremo di cause ed effetti della grande mobilitazione del Pd di sabato scorso, con il videoracconto di Matteo Macor. e la filosofa Maura Gancitano Tra i temi di giornata, anche lo scontro sullo sciopero annunciato per venerdì 17 novembre: avversato da Salvini e bloccato dal Garante. ne parleremo con Pierpaolo Bombardieri (Cisl). Infine vedremo il viaggio di Fabio Tonacci in esclusiva per l'italia su un tank israeliano nella Striscia e lo commenteremo con l'inviato e con i con i Sentieri di guerra di Gianluca Di Feo.   di Giulia Santerini a cura di Cinzia Comandè   GUARDA TUTTE LE PUNTATE   Metropolis è in streaming alle 18 dal lunedì al venerdì sulle piattaforme Gedi e on demand in video su Repubblica

Alluvione, il ministro Musumeci a Campi Bisenzio: "Colpa anche dell'uomo, non solo del cambiamento climatico"

Video "La pianificazione del territorio è stata concepita negli ultimi cento anni secondo parametri che abbiamo sempre considerato ordinari. Sarebbe un errore dire che la colpa è solo del cambiamento climatico. Con grande schiettezza e chiarezza devo dire che la colpa non è solo della natura ma è anche dell'uomo. Tutto quello che accadrà come eventi estremi non sarà più straordinario ma ordinario". Lo ha detto il ministro della protezione civile, Nello Musumeci, parlando durante il punto stampa che si è tenuto questa mattina a Campi Bisenzio (Firenze) al termine della visita nei territori alluvionati della Toscana. di Giulio Schoen

Gerini con ActionAid: "- 70% di fondi per la prevenzione contro la violenza: sconto sulla pelle delle donne"

Video Nell'ultimo anno il governo ha tagliato il 70% dei fondi destinati alla prevenzione della violenza di genere passando dagli oltre 17 milioni di euro del 2022 ai 5 milioni attuali stanziati per il 2023. Partendo da questo dato, Action Aid ha lanciato la sua campagna "Black Freeday" con un'imponente affissione lungo via del Corso nel centro di Roma. "La violenza contro le donne in Italia è quotidiana - afferma Claudia Gerini, testimonial della campagna - Si manifesta in molti modi diversi, e devasta la vita di chi la subisce senza eccezioni. Intervenire in supporto di queste donne è fondamentale, ma arrivare dopo non basta. È necessario contrastare la violenza di genere in tutte le sue forme, prima che si verifichi. Per questo fare sconti sulla prevenzione non è ammissibile". Sono quasi 7 milioni le donne che nel corso della propria vita hanno subito una forma di violenza fisica. Più di 2 milioni hanno subito stalking. Secondo Istat, milioni sono vittime di abusi psicologici o economici. E 104 i femminicidi, solo lo scorso anno. Con questi numeri, quello sulla prevenzione della violenza di genere è lo sconto che non possiamo permetterci. La prevenzione, infatti, non è mai stata una priorità per nessun Governo che si è succeduto negli  anni. I pochi finanziamenti dedicati si sono concentrati in alcuni periodi, come il 2022 per essere poi tagliati di nuovo.