Lo spot turco contro l'odio verso la comunità Lgbt attira ancora più disprezzo: in pericolo gli attori
Video Uno spot prodotto da Kaos GL, un'organizzazione turca impegnata nella difesa dei diritti della comunità LGBT, ha scatenato una serie di controversie in Turchia, portando persino a minacce nei confronti degli attori coinvolti e alla rimozione del video dai canali social. Kaos GL è una delle principali piattaforme turche dedite alla tutela dei diritti LGBT. In occasione del loro 29° anniversario, il gruppo ha realizzato uno spot intitolato "Mano nella mano contro l'odio". Il video mostra una coppia di ragazze che si tengono per mano e si scambiano sguardi affettuosi all'interno della metropolitana Marmaray. Questi gesti affettuosi attirano l'attenzione negativa di un uomo, ma mentre sta per reagire, viene sorpreso dall'azione di solidarietà di tutti i passeggeri, che si tengono per mano formando una catena umana con le due ragazze. Nonostante il video abbia ricevuto molti elogi per il suo messaggio di amore, ha anche generato significative polemiche. Inizialmente, ci sono state critiche sui social media, seguite da accuse alla Turkish Ray Hatti, la società statale che gestisce la metropolitana Marmaray, per aver permesso la realizzazione di uno spot a tematica LGBT su un mezzo pubblico. La società, che è sotto il controllo del ministero delle infrastrutture, ha affermato che Kaos GL aveva ottenuto l'autorizzazione per girare un video all'interno dell'infrastruttura, ma senza specificare il suo contenuto legato ai diritti LGBT. Questo ha portato la società a presentare una denuncia contro Kaos GL. Di conseguenza, Kaos GL ha deciso di rimuovere il video dai canali social, anche a causa delle minacce ricevute dagli attori e dell'agitazione generale sui mezzi di comunicazione online. Nell'ultimo decennio, il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha aumentato progressivamente le sue critiche nei confronti della comunità LGBT, accusandola di minacciare "i valori turchi e la famiglia tradizionale". Queste dichiarazioni contraddicono il posizionamento iniziale di Erdogan, quando, durante i suoi primi anni al potere, sosteneva la necessità di proteggere i diritti delle persone LGBT. Fino al 2014, la Pride Parade di Istanbul rappresentava uno degli eventi più significativi per la comunità LGBT in Europa e la principale in Medio Oriente. Tuttavia, a partire da quell'anno, la marcia è stata progressivamente vietata fino a scomparire quasi del tutto.