'Diretta', in 8 minuti la notte folle di un malato raro: "Darth Vader c'è ma non sono io" - il corto in anteprima

Video Andrea ha 17 anni, ama i film, le dirette social e scherza su tutto, affrontando con ironia anche la malattia rara di cui soffre - la sindrome di Ondine - che lo costringe a essere collegato a una macchina per poter respirare quando si addormenta. Ma in una notte insonne, durante una diretta, accade un imprevisto. La notte di ordinaria follia di un malato raro, tra la corsa al pronto soccorso e la richiesta vana di essere condotto al centro di cure palliative dove è seguito, è raccontata in 8 minuti da Andrea sui social e condivisa dai tanti amici virtuali. È la trama del cortometraggio 'Diretta', presentato alla Mostra del cinema di Venezia dall'associazione 'La miglior vita possibile', regia di Paolo Borraccetti con Marina Massironi e Mirko Artuso. Ispirato a una storia vera, 'Diretta' ha l'obiettivo di sensibilizzare l'opinione pubblica sull'importanza delle cure palliative pediatriche e dei centri che le garantiscono.

La denuncia di Save the Children: "800mila minori aspettano la cittadinanza italiana"

Video Al via un nuovo anno scolastico, il primo dalla fine ufficiale dell’emergenza sanitaria da Covid-19, che risente dell’impatto della crisi demografica. Rispetto a 7 anni fa, si contano quasi 71.000 bambini in meno in prima elementare, con gravi disuguaglianze di accesso alle offerte educative: solo 28 su 100 tra 0 e 2 anni possono accedere ad asili e servizi per la prima infanzia, il 38,06% delle classi della scuola primaria è a tempo pieno e poco più della metà dei bambini ha il servizio mensa. Percorso a ostacoli ancora più complesso per gli oltre 800 mila studenti con background migratorio nel nostro sistema scolastico, 1 su 10 tra gli iscritti nelle scuole del Paese. Tra questi, il 25,4% è in ritardo con il proprio percorso di studio, contro l’8,1% dei coetanei (48% contro 16,3% alle superiori). Più del 40% degli studenti italiani, con o senza background migratorio, intervistati in 5 città, ritiene di poter ottenere un diploma di laurea, un master o un dottorato; chi ha un background migratorio e non ha la cittadinanza si ferma al 35,7%. A frenare le aspettative contribuiscono le condizioni socioeconomiche generalmente più svantaggiate. Per loro anche maggiori difficoltà a partecipare a gite scolastiche e scambi culturali all’estero, a competizioni sportive, e, successivamente, anche ad accedere all’Università o ai concorsi pubblici. L’Organizzazione presenta il Rapporto “Il Mondo in una classe. Un’indagine sul pluralismo culturale nelle scuole italiane” Al via la campagna e una petizione per chiedere al Parlamento di riformare la legge sulla cittadinanza italiana per i bambini nati o cresciuti in Italia e al Governo di garantire politiche efficaci di inclusione scolastica che sostengano i percorsi educativi degli studenti con background migratorio, con l’obiettivo di ridurre le disuguaglianze negli apprendimenti.