Senato, Licheri (M5S): "Ridete pure, pagliacci". In Aula la bagarre nella seduta su Santanchè

Video Momenti di tensione nel corso della discussione in Senato sulla sfiducia alla ministra Daniele Santanchè. Nel corso della seduta una bagarre si è scatenata in aula quando Ettore Licheri (M5S) ha apostrofato i membri della maggioranza come "pagliacci". Il senatore pentastellato è stato subito ripreso dal presidente Ignazio La Russa che ha messo anche a tacere chi dai banchi di FdI, Lega e FI rispondeva con il grido di "vergona, chieda scusa".

Metropolis/381 - Santanchè, storia di una sfiducia bocciata: tra i droni di Salvini e la filosofia Musumeci

Video Il Senato respinge la mozione di sfiducia a Daniela Santanché. Dentro all'aula scattano selfie con la ministra e volano insulti tra parlamentari. Fuori si fermano Matteo Salvini, preoccupato per gli incendi, e Nello Musumeci, che non vuole abbassare la tensione: "Nessuno deve stare tranquillo".   Il servizio di Giulio Ucciero A cura di Cinzia Comandè   Metropolis è in streaming alle 18 dal lunedì al venerdì sulle piattaforme Gedi e on demand in video e in podcast sul sito di Repubblica

Bandecchi (Terni): "Minacciato con una pistola per l'orologio. Peccato non avergli staccato la testa"

Video "Sono stato affiancato da un tizio in motorino e mi ha puntato la pistola. Ho pensato che fosse giunta la mia ora, invece voleva rubarmi l'orologio": è quanto ha raccontato in un video pubblicato su Instagram il sindaco di Terni, Stefano Bandecchi, senza freni. Il tutto sarebbe accaduto nella serata di ieri a Roma, dove Bandecchi vive e risiede. Il sindaco ha spiegato di essere stato avvicinato dal ragazzo mentre stava guidando per fare ritorno a casa. "Ho sentito due botte sul finestrino e mi sono visto la pistola puntata", ha raccontato Bandecchi, lasciando poi intendere di averlo "apostrofato" per poi andandosene, sottolineando che "l'orologio è ancora con me". In chiusura di video il sindaco si dice "dispiaciuto di non aver avuto voglia di staccare la testa dal collo" al ragazzo rapinatore. Infine, Bandecchi conclude con un invito: "Stiamo tutti attenti".