Lavoratori Raspini in sciopero: l'intervento massiccio degli agenti non riesce a sciogliere il blocco umano a Scalenghe

Video Protestavano per il mancato adeguamento del salario e contro i licenziamenti i lavoratori della cooperativa Professional Solution che ieri hanno organizzato un presidio davanti ai cancelli dello stabilimento Raspini di Scalenghe, bloccando l'ingresso e l'uscita dei mezzi carichi di merce da scaricare.
Alla fine, ieri sera - dopo nove ore di presidio - sono stati sgomberati dai carabinieri che li hanno spostati a braccia per liberare l'ingresso all'area di scarico. "Una violenza contro i lavoratori in sciopero", denuncia il sindacato Si Cobas che ha pubblicato sui social un video dell'intervento.
In realtà i militari hanno spostato a braccia i manifestanti che hanno opposto una resistenza passiva tenendosi gli uni agli altri per creare una catena umana difficile da muovere.
"Lo sciopero è un diritto dei lavoratori, non un problema di ordine pubblico: gli operai non sono "criminali" ma "lavoratori essenziali" perché indispensabili per la società", dice il sindacato denunciando la presenza delle forze dell'ordine in tenuta antisommossa.
I lavoratori chiedono un aumento di 200 euro netti al mese sul salario, l'assunzione come interni dei precari della cooperativa e il reintegro degli operai licenziati, a detta dei sindacati, "come rappresaglia sindacale". La manifestazione si è conclusa con l'intervento delle forze dell'ordine perché i camion che attendevano da ore di spostarsi dall'area dello stabilimento contenevano merce deperibile. Testo di Carlotta Rocci

Funerali Michelle Causo, l'arrivo del feretro bianco, il vescovo: "Siamo tutti responsabili"

Video Un lungo applauso ha accolto il feretro bianco di Michelle Causo alla Chiesa di Santa Maria della Presentazione, dove si celebrano i funerali della ragazza uccisa. Tanti giovani, amici e conoscenti, giunti sul posto per dare l'ultimo saluto alla 17enne uccisa. "Facile lo sport di sparare contro questo o quell'altro - ha affermato monsignor Baldo Reina prima dell'inizio della celebrazione - Abbiamo tutti il dovere di capire cosa non abbiamo fatto e cosa avremmo dovuto fare. Se succedono fatti come questi c'è una responsabilità condivisa. Noi come adulti non possiamo voltare le spalle". Di Luca Pellegrini