Salento, insulti sessisti e minacce alla sindaca durante il comizio d'opposizione: "Lei gode solo per le querele, la prendo a schiaffi"

Video Non gode mai, gode come donna soltanto quando fa querele”. E ancora: “Domani mattina la prendo a schiaffi sul Comune, pure in presenza di persone, perché sta esagerando questa signorina o signoretta di Collepasso”. Sono questi alcuni dei commenti pronunciati nel corso di un comizio tenuto in piazza Dante a Collepasso (in Salento) nella serata di domenica 12 febbraio. Bersaglio dell’opposizione e del consigliere comunale Salvatore Perrone, peraltro già sindaco e consigliere provinciale, era la prima cittadina Laura Manta. Il comizio, in teoria, doveva servire a stilare un bilancio sulla propria attività e di critica alle politiche dell’amministrazione comunale ma ben presto è degenerato nei toni sfociando in pesanti insulti sessisti, conditi da affermazioni minacciose - L'ARTICOLO   di Francesco Oliva

Ramazzotti dimenticate le parole sul palco di Sanremo: la sfuriata coi tecnici spiega cos'è accaduto

Video Sabato sera si è concluso Sanremo con la vittoria di Marco Mengoni, risultato che ha unito pubblico e critica. La sera della domenica, invece, come accade negli ultimi anni, è dedicata ai retroscena del Festival con la trasmissione di Rai 1, Dietro Festival. Tra le immagini inedite diffuse c'è anche una conversazione avvenuta la sera di giovedì nel retro palco, subito dopo l'esibizione di Eros Ramazzotti e Ultimo. Una performance che aveva creato molto interesse negli spettatori, perché Ramazzotti si era improvvisamente fermato durante la canzone Un'emozione per sempre, dicendo "Non me la ricordo più". Un problema nato da un errore tecnico, infatti il cantautore romano è parso molto infastidito per un improvviso blackout del gobbo.

Un giallo in Wagner, spunta un nuovo video di un’esecuzione a martellate di un presunto “traditore”. Ma Prigozhin scherza: “I ragazzi si divertono”

Su Telegram Grey Zone, il canale più vicino al Gruppo mercenario, pubblica il video terribile. Ma poi il Gruppo stesso pubblica un secondo video in cui la presunta vittima dice: «Non sono stato giustiziato, sono stato perdonato». Non si sa quali immagini siano state girate prima, in uno scenario in cui i mercenari continuano le esecuzioni extragiudiziali avallati dallo stato

Jacopo Iacoboni

Gesù sbarca al Superbowl con due spot, ecco la campagna finanziata da donatori con 100 milioni

Video Il primo dei due attesi spot su Gesù che hanno attirato attenzione e polemiche è andato in onda negli Stati Uniti tra il primo e il secondo quarto della diretta televisiva di Fox del Super Bowl, la partita che assegna il titolo di campione nazionale di football americano. La campagna "He Gets Us" promuove Gesù Cristo ed è stata finanziata da donatori anonimi che, nell'ultimo anno, hanno messo a disposizione cento milioni di dollari. Dietro la campagna ci sono organizzazioni conservatrici che hanno invocato restrizioni per le comunità Lgbtq+ e spinto per mettere al bando a livello nazionale il diritto all'aborto. Nel primo spot, di trenta secondi, il tema è stata la convivenza tra persone di razze diverse. Il video si conclude con la celebre immagine virale di due bambini piccoli, uno bianco e un afroamericano, che si incontrano sul marciapiede e si abbracciano calorosamente come vecchi amici che non si vedevano da tempo. La pubblicità più lunga, di sessanta secondi, è stata trasmessa per l'ultimo quarto della partita e ha mostrato una serie di immagini di persone che si scontrano con altre. Alla fine dello spot appare il messaggio: "Gesù amava le persone che odiamo". Lo spazio su Fox per trasmettere i due spot è costato sette milioni di dollari.