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I post sui social network si sprecano, con tanto di foto allegate, così come le segnalazioni agli amministratori. A Rivarolo la raccolta rifiuti continua a non dare i risultati sperati. MICHELOTTI A PAG. 23
Il sindaco Elio Ottino ha sollevato il caso: «Inutile che la prefettura ci dica che dobbiamo monitorare le frane se non abbiamo più soldi. Intervenga Roma». SERVIZIO A PAG. 16
Tanti ricordano i rubinetti asciutti della primavera 2005. E poi altri disservizi negli anni a venire. Il nuovo pozzo in costruzione risolverà i problemi. BOMBONATO A PAG. 15
di Andrea Di Stefano wROMA Le riforme sul mercato del lavoro devono rendere più facile per le aziende «assumere giovani, non licenziarli, o almeno non licenziarli così facilmente». Parola di Mario Draghi che dai lavori del Fondo Monetario Internazionale (Fmi) torna a incalzare i governi al
di Fiammetta Cupellaro wROMA Tipi come “Genny ’a carogna” le partite dovranno guardarsele in tv. Il decreto sulla violenza negli stadi, su cui il governo ha posto la fiducia, ha ottenuto l’ok della Camera. Dopo una giornata di ostruzionismo da parte dei Cinquestelle, ieri con 289 voti favo
di Maria Rosa Tomasello wROMA Ebola rappresenta per il mondo la più grande sfida sanitaria dalla comparsa del virus dell’Hiv. Da Washington, dov’è in corso il forum sulla diffusione dell’epidemia, il numero uno della sanità americana, Thomas Frieden, direttore dei Centri per il controllo e
ROMA Il programma nel dettaglio non è ancora definito, soprattutto perché il licenziamento di 15 uomini della comunicazione rende difficile la gestione di gazebo e staff. Ma il M5S sbarca a Roma per la tre giorni del Circo Massimo sperando di superare in piazza malumori e incomprensioni ch
di Gabriella Cerami wROMA È l’uomo del giorno. Lui gioca la parte di quello che si vuole sottrarre. Nel “day after”, a Palazzo Madama, lo cercano tutti, giornalisti e colleghi. Il dimissionario Walter Tocci chiede «un momento di riflessione». A luglio, nei giorni cruciali della riforma del
ROMA Matteo Renzi parla di «un dolore che non passa». Cinquantuno anni dopo, il disastro del Vajoint, con 1.910 morti e cinque paesi spazzati via, resta una ferita aperta nella carne viva di un Paese che ogni anno conta nuovi disastri annunciati e nuovi morti a causa del dissesto idrogeolo
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