IVREA. Il segretario generale Cisl Savino Pezzotta. E poi: lex deputato europeo Guido Bodrto, monsignor Giampaolo Crepaldi, segretario del pontificio consiglio della giustizia e della Pace, il vescovo Arrigo Miglio, il presidente Acli Luigi Bobba, il responsabile della cultura Torino don
IVREA. Razan ha undici anni e una grave malattia congenita che le impedisce di muoversi e di essere autonoma. Con la mamma, partendo da Beit Ommar, il villaggio palestinese gemellato con Ivrea, Razan ha intrapreso un lungo viaggio della speranza: cure mediche costose e complesse e un diffi
IVREA. Tra lo sportello degli anziani e lufficio degli interventi sociali, crescono in maniera esponenziale le richieste al Comune da eporediesi stretti nella morsa della nuova povertà. Dal giovane in cerca di un lavoro stabile, alla famiglia sfrattata che chiede un alloggio popolare, fin
IVREA. Maria ha settantanni. Abita alla periferia di Ivrea, in un alloggio popolare. Pensione sociale da 350 euro, non ha un marito, non ha figli o parenti su cui poter contare. Sul tavolo della cucina cè un plico alto così di bollette scadute e da pagare. Più di una volta, per evitare c
IVREA. Fino ad un anno fa si consideravano dei fortunati, quasi dei privilegiati. Entrambi dipendenti di una fabbrica con un introito mensile che superava i 2.200 euro. «Eravamo una coppia del ceto medio - raccontano Marco, 47 anni la moglie Margherita, di 45 -. Potevamo permetterci di and
IVREA. Una vaschetta per il ghiaccio con dentro del budino. Patate e carote bollite da condire con l olio che la San Vincenzo gli fornisce. Piero, 80 anni, una pensione minima che non supera i 500 euro, le escogitatutte per sopravvivere. Sorride nel raccontare che la sera, lui, preferisce
IVREA. Da quando si è diplomato in ragioneria ha sempre lavorato. Francesco, 28 anni, da quattro vive solo, in un monolocale nel centro storico di Ivrea. 400 euro di affitto, una media di 200 per le bollette, 200 per mangiare. I vestivi li compra quando può, ossia, quasi mai. Lautomobile
IVREA. Una moglie e due bambini. Antonio, 42 anni, non ha più un lavoro fisso da tre anni. Impieghi saltuari, salari da miseria, una famiglia che sta andando in rovina. «Un anno fa siamo stati sfrattati - racconta -. Siamo andati a vivere nella casa dei miei suoceri: cinquanta metri quadra
IVREA. Quel posto da operaia in una delle poche aziende solide di Ivrea le era sembrato un vero miracolo. Finalmente uno stipendio decoroso, in grado di porre fine ai piccoli e grandi disagi che da troppi anni lei e le sue due figlie, di 9 e 12 anni, erano costretti a vivere. Sullonda de
«Un fatto del genere è ovviamente deprecabile». Federico Bellono, funzionario Fiom responsabile di Ivrea, osserva come «questi episodi contribuiscano ad alzare un polverone indistinto anche se sono la spia di un problema vero. I lavoratori hanno avuto molti ritardi nel pagamento degli stip