Palaghiaccio da 13 milioni, è polemica «Le strutture così stanno chiudendo»

SAN VENDEMIANO L'amministrazione Dussin di San Vendemiano ha fatto approvare anche dal Consiglio comunale il progetto di fattibilità del palaghiaccio da 13 milioni di euro da costruire nell'area ex polveriera. L'opposizione si è astenuta, per la scarsa informazione e perché - come spiega il consigliere Cristiano Dal Pos (lista civica Nuovo, ora vicino a FdI) - non sarebbe questa la priorità per la comunità locale. Il progetto di una destinazione sportiva dell'area risale ad almeno vent'anni fa, quando si succedettero anche due project financing lanciati dal Comune a caccia di investitori che non si materializzarono. Al nuovo progetto è stata data urgenza dal sindaco Guido Dassin perché entro la fine di settembre dev'essere perfezionata la proposta da finanziare attraverso i fondi del Pnrr, per 4 milioni di euro. I social che danno conto, in paese e all'esterno, di questa iniziativa, stanno rilanciando i più diversi rilievi critici. Il momento non è dei più favorevoli. L'ALLARME DI MALAGò (CONI)Solo venerdì scorso il presidente del Coni, Giovanni Malagò, ammetteva di essere «in costante contatto con il presidente della Federghiaccio, Andrea Gios, che ha descritto con competenza il grido di allarme di 55 impianti a capo della filiera, tutti in gravissima crisi: qualcuno non ha aperto, qualcuno ha aperto ma è in procinto di chiudere, qualcuno sarà costretto a chiudere se non si inverte il trend. Rischia di essere un disastro epocale. È urgente che il nuovo governo predisponga un intervento, prima che il malato muoia». La crisi energetica ha già comportato la chiusura dei palaghiacci di Alleghe e Tai di Cadore. Auronzo non riesce a trovare le risorse per ristrutturare il suo impianto. Il sindaco di San Vendemiano ha spiegato che la struttura in progettazione a Fossamerlo è di nuova generazione; non solo dovrà essere autonoma dal punto di vista energetico, ma produrne il 20% in più e distribuirla alla più vicina comunità energetica. Dussin, peraltro, può contare sul parere favorevole della Fisg (Federazione italiana sport del ghiaccio). Ma i 9 milioni mancanti? «Il sindaco ci ha assicurato che saranno stanziati dal Comune attraverso una serie di mutui con l'Istituto per il credito sportivo, 200 mila euro di interesse l'anno per una ventina di anni - spiega Dal Pos -. Ma la risposta è stata troppo generica. Ed è anche per questo che ci siamo astenuti». Non era più chiaro il voto contrario? «Non vogliamo apparire come quelli che sono pregiudizialmente contrari alle grandi opere». L'OPERA FARAONICALa nuova "Ice House" avrà una superficie di oltre 28mila metri quadrati. Si svilupperà in due step. Il primo stralcio consentirà di costruire una pista da pattinaggio artistico e una da hockey (con relative tribune), un ristorante e una struttura di accoglienza. Il secondo, delle piscine e delle spa. Un progetto traguardato con le Olimpiadi di Cortina, dove, però, si è già in difficoltà a riqualificare gli impianti esistenti. Per Dal Pos «abbiamo già impianti di eccellenza. Dovremmo dare ascolto a quanti ci chiedono se non bastano. Per non rischiare, appunto, di sprecare risorse importanti». Per l'area, in passato, tante idee rimaste sulla carta: prima centro sportivo e polifunzionale (project financing deserti), poi outlet con una sessantina di negozi da costruire all'ombra di un grande velodromo. Dopo anni, in fuga il velodromo (da Mosole alle Bandie), l'idea della piscina comunale. Adesso un progetto ben più ambizioso. --FRANCESCO DAL MAS© RIPRODUZIONE RISERVATA