FdI ora in pressing «Noi i più votati in tutta la Marca» La Lega divisa

trevisoUn partito che esulta, FdI, punta ad allargarsi e a far valere contare pesi e contrappesi futuri. Un movimento che mastica amarissimo, la Lega, e si divide tra chi chiede la rottura con Salvini e la dirigenza, e chi punta a riconquistare spazi. Forza Italia che sorride, a fronte di un risultato elettorale (tra 5 e 7%) considerato «un puntello moderato confermato».Eccolo, il centrodestra provinciale all'indomani del voto, grande coalizione da rifare. Ora in quella che era la terra della Lega pare comandare qualcun altro. «Non posso che pensare benissimo... oltre le aspettative», gongola Giuseppe Montuori, coordinatore di Fratelli d'Italia, «Un bel riconoscimento di un lavoro fatto sul territorio in questi mesi e anni. La Lega doppiata? Merito di una grande leader che ci dà la carica per muoverci e correre, un ottimo coordinatore regionale e tanti militanti che hanno dedicato ore a fare campagna elettorale». Montuori ripete i numeri: «Qui, in Veneto, nella provincia di Treviso, siamo oltre la media nazionale, vinciamo nella provincia più leghista d'Italia». Un monito ai colleghi di maggioranza, a cui Fratelli d'Italia tende una mano che pesa: «Fino ad oggi noi non abbiamo avuto problemi né screzi nel lavorare con la Lega, parito forte. Sono convinto che adesso avverrà viceversa: i pesi sono cambiati, e cambierà il modo di riflettere nella coalizione». Oggi FdI ha dalla sua i numeri. Intende farli pesare e consolidarli. «Noi vogliamo crescere in via endogena», sottolinea Montuori, «Molti si stanno avvicinando a noi ma non puntiamo a fare "campagna acquisti", l'obiettivo è costruire un partito con spina dorsale e militanti propri, già ci sono e dove ci sono i risultati si sono visti». Serve allargare la rete entro le prossime elezioni amministrative e regionali. «Lavoriamo alla velocità della luce», incalza il coordinatore, serve capitalizzare.La Lega, detronizzata, incassa. Salvini riconduce il risultato agli anni di purgatorio nel governo Draghi e prima con i grillini, ma sul territorio è un terremoto. Il commissario provinciale Gianangelo Bof, ieri ancora in predicato della possibile elezione, sul dato provinciale prendeva tempo: «Lascio le dichiarazione a Stefani (Alberto Stefani, padovano, responsabile Veneto della Lega, ndr), stiamo ancora valutando i numeri». Il tutto nonostante percentuali e proporzioni fossero ben chiare dalla notte ed avessero preso posizione in tanti, tra chi chiedeva la "testa" del capo e chi invocava più salomonicamente un chiarimento (l'ennesimo negli ultimi anni). E Stefani? Impegnatissimo dopo la rielezione, e con i nervi tesi del movimento da sondare e placare, è pressochè introvabile. Resta la voce di Gian Paolo Gobbo: «In politica gli errori si possono fare, i ridimensionamenti avvengono, sono nei fatti. Noi abbiamo sui territori uomini che agiscono bene, sono stati votati, sessanta sindaci solo nella Marca. Il "fare" è il nostro biglietto da visita che speriamo i cittadini ricordino. Si svolgeranno i congressi e si verificherà quali sono gli equilibri». La parola ai militanti: «Non si può più aspettare», sottolinea l'ex sindaco di Treviso, ex segretario nathional e padre della Liga.La pressione della base si sente. Il presidente della Provincia Stefano Marcon già in nottata parlava di «forti malumori della base». Ma come hanno chiaramente espresso big come Da Re o Marcato, non è solo la base a chiedere conto. Tra una Lega che ribolle ma ha il comando, e FdI che cresce e vuole spazio facendo valere i voti, toccherà forse a Forza Italia fare la parte del mediatore anche in virtù di un risultato che puntella il partito di Berlusconi ai livelli della Lega su scala nazionale, e ad una percentuale non ignorabile a livello locale. «Siamo moderatamente soddisfatti», dice il coordinatore Fabio Chies, «Abbiamo superato i valori delle regionali di due anni fa, la tenuta è stata importante sia a livello locale che nazionale. Ora dobbiamo lavorare sul territorio in vista delle amministrative. Dobbiamo migliorare, ma tenere era importante visto che qualcuno ci vada per morti. La tenuta di Fi dimostra come sia un punto di riferimento per quella ampia fetta di moderati che crede in progetti di centrodestra vincenti e non ad una compagine come quella di Calenda (primo sfidante del partito di Berlusconi, ndr) chiaramente improntata ad apparentamenti a sinistra». Terzo polo che, comunque, ha incassato di più. Il prossimo anno andrà al voto il capoluogo, roccaforte della Lega dove però già nel 2018 la lista del sindaco incassava più della Lega. E nel 2024 ci saranno molti altri comuni al voto. --Federico de wolanski© RIPRODUZIONE RISERVATA