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Ivano Camerotto ha lo sguardo luminoso di un uomo felice, entusiasta del suo Ristorante da Domenico a Lovadina di Spresiano e orgoglioso della sua famiglia e del suo staff che lo affiancano nel lungo percorso del suo locale iniziato 60 anni fa, poco prima che lui nascesse, da poco suggellato dal titolo di Locale Storico Veneto. Ha, infatti, festeggiato in grande stile i suoi primi sessant'anni di attività, quella che fu la "frasca" inaugurata da sua nonna Emilia all'inizio degli anni Cinquanta. E che poi si è trasformata, grazie a papà Domenico e a mamma Bruna Giacomazzi, prima da osteria a trattoria e, infine, nel grande ristorante che è oggi.«Ho esordito in cucina a soli 12 anni», spiega chef Ivano «e la mia formazione, anche se si è svolta poi all'Istituto alberghiero Maffioli di Castelfranco, è di matrice familiare proprio come quella di mio papà, che era un autodidatta. Fondamentali sono poi state tante esperienze in molte cucine in Europa ma anche a Dubai, Pechino, Miami, Ottawa e Singapore, solo per citarne alcune». Nonostante le molte occasioni che ha saputo cogliere lontano da casa, Ivano ha sempre preferito dedicarsi all'attività della famiglia cresciuta con lui, a sua sorella Sonia e suo fratello Fabio che dopo molti anni hanno scelto altre strade sempre nel mondo della ristorazione. L'attività si è ingrandita a partire dagli anni Settanta, non solo ampliando cucina e sale del ristorante, ma anche trasformando i vigneti tutt'intorno all'originale casa di sassi in riva al Piave, nel grande parco con laghetto destinato anche alla pesca sportiva. «Ho avuto la fortuna di portare la cucina trevigiana in tante parti del mondo nelle quali ho anche imparato molto, ma questo è il mio posto, la mia casa. E le lezioni che ho più a cuore sono quelle delle ricette di mia nonna, per le quali il tempo e la cura sono ingredienti imprescindibili, così come quelle di mio papà, che mi ha insegnato a valorizzare i prodotti del territorio. Stagionalità e territorialità, ma anche tradizione calibrata sulle esigenze contemporanee, sono i principi che ho trasmesso anche a mio figlio Marco, che ha 22 anni e che mi affianca in cucina, alternando ciò ad esperienze in altri locali, che ritengo necessarie per imparare e aprire la mente». Pur se ancorato alle tradizioni, infatti, Ivano non smette mai di aggiornarsi e di promuovere la formazione continua di chi lavora con lui: «Ritengo aiuti a inquadrare temi e problemi da diverse angolazioni, per affrontarli meglio», afferma. «In questo momento già di per sé difficile per tutti, in cui uno dei problemi più sentiti dalla ristorazione è la carenza di personale, mi sto concentrando nello studio delle relazioni interne per favorire i rapporti con i dipendenti, anche se siamo molto fortunati perché abbiamo numerosi bravi collaboratori che sono con noi da molti anni. Però migliorare si può e si deve sempre». Gran parte della positività ed energia di Ivano ha un nome preciso: Enrica Segat, sua moglie. Una brillante architetta che ha scelto di lasciare la sua professione per dedicarsi alla sala del ristorante. «Ci siamo sposati meno di un anno fa», spiega lei, «ma siamo felicemente inseparabili già da qualche anno. Stando vicino a Ivano ho scoperto quanto mi piaccia sia prendermi cura degli ospiti e dell'estetica del ristorante, nel quale ho anche provveduto ad effettuare dei restauri per esaltare gli antichi muri di pietra, sia organizzare eventi e matrimoni che ospitiamo anche grazie agli ampi e bellissimi spazi del nostro parco. Mi piace dire che ora mi dedico a progetti diversi, che non costruisco più edifici ma i sogni di chi desidera celebrare un momento speciale, cercando di rendere speciale anche ogni dettaglio dell'accoglienza e del servizio quotidiano nel nostro ristorante». E ora che al Ristorante da Domenico il titolo di Locale Storico convive felicemente con lo spirito contemporaneo di Ivano, Enrica e Marco, c'è una persona che quella "storicità" incarna: la signora Bruna, presenza imprescindibile nel ristorante che porta il nome di suo marito, che è stato un autentico pilastro della ristorazione trevigiana e che fu anche per molti anni presidente del Gruppo Ristoratori della Marca. È stata lei, da sempre, il severo giudice di ogni piatto di Domenico, il volto dell'accoglienza del ristorante, l'attenta curatrice dei conti. E oggi è la preziosa consigliera di Ivano in cucina e di Enrica in sala: la discreta co-autrice di una storia lunga sessant'anni. --© RIPRODUZIONE RISERVATA