Comune al Tar per la discarica «L'inquinamento colpa di altri»

VILLORBALa discarica di via Marconi fa litigare la Provincia e il Comune di Villorba. Il sindaco Francesco Soligo ha presentato ricorso contro il decreto con cui la Provincia ha indicato il comune tra i responsabili dell'inquinamento della falda, obbligando a redigere un piano di caratterizzazione; e, seppur non esplicitamente, chiamando in causa il comune in caso di bonifica. Insomma quel documento della Provincia potrebbe, in futuro, presentare un conto piuttosto salato alle casse comunali. Ma il municipio rispedisce al mittente le accuse, chiarendo che fino a quando è stato il comune ad occuparsene i rilievi non avevano fatto emergere alcun inquinamento. Da qui la decisione di presentare ricorso al Capo dello Stato, che poi per competenza ha trasferito il procedimento al Tar del Veneto. La discarica ormai da qualche anno rappresenta un grattacapo, non solo per il Comune di Villorba. Sopra quella discarica - o sarebbe meglio dire in mezzo ad essa - passa la Pedemontana. E le difficoltà di bonificarla in parte hanno rallentato la conclusione della superstrada. Nella Marca infatti manca proprio l'ultimo tratto, quello che la collega alla A27. Ma la Provincia in questi mesi è andata a caccia di quelli che ritiene i responsabili dell'inquinamento rilevato durante i campionamenti. L'Arpav, dopo i primi esiti, nel 2021 ha approfondito con ulteriori rilievi, scoprendo la presenza di una contaminazione da metalli pesanti della falda acquifera. La Provincia a giugno ha chiamato in causa il Comune di Villorba, il Consiglio di Bacino Priula con Contarina, la ditta So.eco.tre srl di Spresiano, ora Bigaran srl: queste ultime società che si occuparono anni or sono della discarica. Nel decreto ha dunque imposto ad esse di procedere ad un piano di caratterizzazione, ovvero un analisi precisa di cosa si trova all'interno delle discarica, che di solito è propedeutico alla bonifica. Già lo studio di per sé rappresenta un costo, ma a Villorba di pagare una bonifica o di prendersi le colpe di quell'inquinamento non ne hanno alcuna intenzione. Il Comune nel ricorso presentato al Tar ricostruisce la storia della discarica, scaricando ogni responsabilità relativa alla sua gestione. Stando a quanto scritto dal Comune, quella ex cava era destinata a rifiuti inerti, e poi era stata utilizzata da persone per scaricare di tutto. spontaneamente e abusivamente. Negli anni '70 il comune per porre fine al fenomeno ne era entrata in possesso, facendo cessare i conferimenti negli anni '80. Nel 1991 poi era entrato in gioco il Consorzio Priula con un nuovo piano di ricomposizione che prevedeva l'arrivo di altri rifiuti, affidato poi alla So.eco.tre, (e chiusa nel '96). Ma stando al Comune all'epoca i rilievi nel sottosuolo non avevano fatto emergere alcun inquinamento. --federico cipolla © RIPRODUZIONE RISERVATA