Per il colombiano Murillo una tempesta globale soffia fresca dal Paradiso

Enrico Tantucci È una sorta di biblioteca pubblica del vedere quella che accoglierà da oggi - e fino al 27 settembre - i visitatori della mostra "A Storm is Blowing From Paradise" (Una tempesta soffia dal Paradiso), allestita nella Scuola Grande della Misericordia a Venezia. La definisce così il suo stesso protagonista, l'artista colombiano, trapiantato da anni a Londra, Oscar Murillo. Per alcuni già etichettato come il nuovo Basquiat, per la forza esplosiva e insieme calligrafica della sua pittura. Ma Murillo - tra i vincitori di recente del prestigioso Turner Prize, un premio di arte contemporanea annuale riservato ad artisti britannici al di sotto dei 50 anni di età - ha un personalissimo linguaggio che fonde la pittura con altri elementi come i grandi drappeggi neri che campeggiano anche alla Misericordia, i suoi raffinati abiti-scultura indossabili "Arepas Y Tamales" e l'uso della tela che non ospita solo il suo segno pittorico, ma diventa invece l'elemento di raccordo per una forma di espressione globale che coinvolge anche studenti di tutto il mondo.Come nel progetto "Frequencies" già presentato alla Biennale Arte di Venezia del 2015 e che Murillo ha sviluppato in un lavoro decennale che a Venezia ora giunge alla sua più ampia e compiuta realizzazione. In un'idea di comunità artistica allargata che è per lui stesso fonte di ispirazione. L'artista e i suoi collaboratori hanno visitato nel tempo le scuole di tutto il mondo e fissato tele bianche ai banchi; gli studenti tra i 10 e i 16 anni sono stati invitati a marchiare, disegnare, scarabocchiare e interagire con esse.Negli ultimi nove anni, "Frequencies" è diventato un progetto su scala globale, coinvolgendo più di 400 scuole in oltre 30 nazioni, tra cui Brasile, Cina, India, Italia, Giappone, Kenya, Libano, Nepal, Sudafrica, Svezia, Turchia, Regno Unito, Stati Uniti e molti altri. A oggi, più di 100 mila studenti hanno partecipato al progetto. Tra di essi, presenti con le loro tele, consultabili sui tavoli della Misericordia come pagine di codici miniati, ci sono anche quelli dell'istituto Superiore Newton-Pertini di Camposampiero, nel Padovano. «Non c'era nessuna istruzione prioritaria», spiega Murillo, «I giovani hanno potuto esprimersi liberamente da uno spazio comunque intimo come il loro banco di scuola». Questa stratificazione di materiali, elaborazione collettiva di giovani menti di tutto il mondo, diventa una sorta di biblioteca aperta all'interno degli straordinari spazi sansoviniani della cinquecentesca Scuola della Misericordia. Che tutti possono consultare sfogliando negli scaffali o sui tavoli i rotoli di tele dipinte o grafite a più mani. Analizzati da Murillo anche attraverso l'intelligenza artificiale dei un metodo come il "machine learning", per imparare dall'enorme mole dei dati raccolti, nel labile confine tra ciò che è interamente originale e ciò che può essere riprodotto. Un'arena, circondata da tribune, ospita da oggi alle 14 e per tutta la durata della mostra un ampio public program. Il programma s'ispira alla natura globale del progetto Frequencies di Murillo e comprende danza, poesia e dibattiti con artisti provenienti da tutto il mondo: dalle sonorità del musicista Tanka Fonta e di Ekow Alaby & the Drummers of Joy, al reading di poesie composte e performate dalla danzatrice e coreografa danese-keniota Phyllis Akinyi, sino al mashup folkloristico gruppo di quattordici cantanti e musicisti dalla regione colombiana della Valle del Cauca. --© RIPRODUZIONE RISERVATA