«Ipa, si può fare di più ma è un grosso errore abbandonare tutto»

ODERZOSorpresa, un po' di irritazione e qualche consiglio. Sono queste le reazioni dei sindaci dell'Opitergino Mottense dopo la decisione di Cimadolmo di uscire dall'Ipa, l'intesa fra Comuni che stringe i sindaci a lavorare fra loro per immaginare il futuro dell'intero territorio. Un organo che ora rischia di finire azzoppato: dopo l'uscita di scena di Meduna di qualche mese fa, quella di Cimadolmo abbassa il numero di membri da 14 a 12.Il più fermo nel dirsi enormemente sorpreso dalla scelta del sindaco Giovanni Ministeri è il suo omologo di Salgareda, Andrea Favaretto: «Cimadolmo non veniva mai alle riunioni, mi spiace ma non sapeva neanche di cosa stessimo discutendo. Un paio di volte è venuto Ministeri, qualche altra volta ha mandato i suoi assessori, ma nella stragrande maggioranza delle riunioni Cimadolmo non si presentava», le parole di Favaretto, che ritiene questa scelta sbagliata: «È un errore pensare solo a sé stessi: alcuni sindaci non hanno capito il fine dell'Ipa, quello di discutere e condividere i nostri problemi per il bene del territorio. È un peccato che la Sinistra Piave non si dia una mano, per quello che può fare», afferma il primo cittadino salgaredese.Favaretto cita l'ambiente come il grande tema su cui l'Ipa si potrà rivelare fondamentale di qui a breve e per questo auspica un rientro nell'intesa di Cimadolmo e Meduna, il Comune guidato da Arnaldo Pitton che sta valutando in queste ore la possibilità di rientrare nell'intesa. Più dubbioso sull'attività dell'Ipa si dimostra però Stefano De Pieri, sindaco leghista di Chiarano eletto due anni fa. Per lui resta fondamentale proseguire con il dialogo fra i Comuni, ma con chiari in testa gli obiettivi concreti da raggiungere e i tempi in cui farlo: «Personalmente non ci penso neanche ad uscire, ma bisogna accelerare la nostra attività e diventare più concreti. Se questo non accadrà, forse è meglio pensare a qualcosa di diverso», le parole del primo cittadino chiaranese. De Pieri però non condivide la sceltadi Cimadolmo: «La programmazione del territorio ha bisogno dell'intesa».Il prossimo incontro fra i sindaci del territorio è fissato per il 7 ottobre: si parlerà molto di Disability manager, ma la scelta di Cimadolmo potrebbe avere ripercussioni. --Niccolò Budoia© RIPRODUZIONE RISERVATA