Gli organi antichi candidati al patrimonio Unesco

TREVISO Inizia sabato 17 settembre nella chiesa di santa Bona, con un recital dell'organista tedesco Gerhard Gnann, la 34ma edizione del Festival Organistico Internazionale "Città di Treviso e della Marca trevigiana". Anche quest'anno, quindi, il calendario dei concerti inizia proprio dove, nel 1989, prese il via il Festival che da allora ha ininterrottamente proposto ogni anno concerti di notevole caratura e che, grazie anche al sostegno pubblico (in primis il Comune di Treviso) e privato (per le più recenti edizioni, fondamentali i contributi di CentroMarca Banca e Pro-Gest), ha per molti anni esteso la sua attività alla pubblicazione di libri e di dischi, alle commissioni a compositori italiani e stranieri, alle masterclass e ai concorsi internazionali, alle attività divulgative nelle scuole e a tante altre iniziative. Progetti e programmi in virtù dei quali la Città di Treviso rappresenta la cultura organistica e organaria italiana in seno all'ECHO, il Comitato Europeo delle Città d'Organi Storici nato proprio a Treviso nel 1997 su iniziativa del Comitato Promotore del Festival trevigiano, allora animato soprattutto dall'indimenticato Riccardo Moscatelli (scomparso nel 2015), cui questa edizione del Festival è dedicata. E ora il Comitato presieduto da Michele Pedoja si concentra su un nuovo e ambizioso progetto: la candidatura per l'iscrizione nella Lista del Patrimonio Unesco degli organi di Scuola Veneta, di cui la città e la Marca sono particolarmente ricche, tuttora esistenti nei territori che furono sotto l'influenza della Serenissima. Si tratta di strumenti unici al mondo per tecnica, estetica e qualità di suono, meta per molti anni di turismo organistico che il Festival ha favorito e coordinato e che solo il Covid ha fermato. Spiega Federico Pupo, direttore artistico di Asolo Musica che coproduce il Festival: «Per ora abbiamo avviato in dialogo col Ministero della Cultura, necessario per valutare se e come affrontare questo percorso lungo e non semplice». Il comitato trevigiano e il patrimonio organistico di Treviso e della Marca diverrebbero così capofila ma anche "centro" - sia geografico, sia per la densità di organi di Scuola Veneta perfettamente funzionanti - di un'area che si estende dalle Marche alla Dalmazia. Un progetto a lungo termine, ma non impossibile. Nel futuro più prossimo, saranno ben 16 gli appuntamenti (tutti a ingresso libero) del cartellone del Festival firmato dal direttore artistico Roberto Antonello, che offriranno l'occasione di riascoltare la voce di tanti organi storici di Scuola Veneta e non solo: fino al 9 ottobre, tre concerti in città (17, 23 e 24 settembre) e il ritorno, dopo due anni, della Promenade organistica (2 ottobre) con quattro soste musicali agli organi del centro storico. Inoltre, sei recital in altrettanti Comuni della provincia - Conegliano, Salgareda, Preganziol, Altivole, Santa Lucia di Piave e Quinto - e la settima Crociera Organistica sul Sile che salperà domenica 18 settembre con scali concertistici a Silea, Casier e Casale sul Sile. Info: festorganisticotv@hotmail.it. --marina grasso