Senza Titolo

«Dare valore alle persone». Roberta Rorato non ha dubbi sulla sua priorità di titolare del ristorante Marcandole di Salgareda. «E non intendo valore nel senso economico, che è fuori discussione perché il lavoro va sempre retribuito adeguatamente e sento molto la responsabilità nei confronti di chi lavora con me. Intendo dare valore a quello che le persone sono e fanno, siano essi collaboratori, clienti di una sera o abituali, fornitori che conosco tutti personalmente - con particolare attenzione alle piccole imprese della zona - e con i quali ho rapporti anche trentennali. Cerco sempre di prestare molta attenzione a ciascuno attraverso l'ascolto, il coinvolgimento, la comprensione, il confronto. Ed è un comportamento che non solo mi soddisfa umanamente, ma che mi ha sempre ripagata, anche nei momenti di difficoltà». Roberta aveva poco più di vent'anni quando, nel 1993, iniziò a gestire Marcandole assieme al fratello minore Alessandro: oggi è riconosciuto come uno dei punti di riferimento per la cucina di pesce nel Veneto e non solo, e in occasione dei trent'anni «gli regaleremo un vestito tutto nuovo con una grande ristrutturazione che inizierà a breve», preannuncia senza svelare molto di più.Pur provenendo da una famiglia di ristoratori, fu sul campo che i due fratelli si formarono, come ricorda Roberta: «Fu nostro padre ad avvisarci che Marcandole era in vendita e a sollecitarci a cogliere l'occasione. Eravamo giovanissimi e, pur se cresciuti nell'ambiente della ristorazione, ci dovemmo confrontare con la complessità di una gestione tutta nostra e con l'esigenza di imprimere una "nostra" personalità al locale. È stata una sfida appassionante e faticosa insieme, ma che ci ha portati a risultati di cui sono estremamente soddisfatta». Una storia di successi crescenti, quella delle Marcandole dei fratelli Rorato, che ultimamente ha conosciuto una sostanziale svolta: «Dallo scorso anno Alessandro ha scelto la dimensione più intima dell'osteria "La Bersagliera", lo storico locale di famiglia nella vicina Romanziol, accanto al quale l'altro nostro fratello, Nerio, gestisce l'omonimo ristorante e albergo. Una scelta dettata anche dalla sua volontà di aiutare papà Giancarlo, che aveva ormai compiuto ottant'anni e che non aveva alcuna intenzione di ritirarsi. E proprio lì, nella "sua" osteria con annesso "casoìn" papà è improvvisamente scomparso lo scorso mese di agosto: una perdita enorme per noi e per tutto il paese, ma soprattutto per mamma Santina che è sempre stata al suo fianco e che adesso può contare sulla vicinanza di Alessandro». Ma Roberta non è rimasta da sola a gestire il locale di Salgareda. Dopo aver dovuto affrontare la dolorosa scomparsa, a soli 37 anni, del marito Agostino, le conseguenti responsabilità di mamma dei giovanissimi Edoardo e Gaia e la complessa gestione dell'attività, ora ha un nuovo socio, nonché marito: Roberto Bardella, anche lui ristoratore e docente di cucina al "Cornaro" di Jesolo. «Ho vissuto momenti terribilmente difficili», ammette «che mi hanno resa sempre più forte e per superare i quali ho dovuto concentrarmi molto soprattutto sulla gestione efficiente del ristorante senza mai dimenticare di dover stare vicina ai miei figli. Poi, per fortuna, ho ritrovato Roberto, che conoscevo superficialmente per lavoro. È stato un vero colpo di fulmine e poco dopo ci siamo sposati in quello che, nello stesso periodo, è diventato il "Marcandole al mare", poiché abbiamo anche deciso di gestire insieme il glorioso TerrazzaMare di Jesolo».Nell'intensità del racconto di Roberta c'è tutto il suo carattere ottimista e costruttivo di donna forte e sensibile, che si riflette anche nell'atmosfera del suo ristorante: «Anche se tutte le decisioni sui due ristoranti Roberto ed io le prendiamo insieme, lui si dedica al locale jesolano e io mi occupo di quello di Salgareda, dove mi avvalgo di uno staff straordinario e ben rodato. A cominciare dallo chef Waldemarro Leonetti, che da cinque anni è capo della cucina con le sue grandi capacità culinarie ma anche di leader di una brigata ben affiatata. Una squadra che, tra l'altro, ha un dialogo efficacissimo con quella di sala della quale io faccio parte, perché lavoro sempre fianco a fianco con i miei dipendenti». --© RIPRODUZIONE RISERVATA