Due Nobel per la pace al Giavera Festival «Stop ai populismi»

GIAVERA del montelloIeri per l'ultimo giorno il Giavera Festival è stato ravvivato dalla presenza di due premi Nobel per la pace tunisini e da un appello contro il populismo che può portare tragedie come negli anni '30 e per una libera circolazione delle persone tra il Paese nordafricano e l'Unione Europea. A intervenire sul palco di villa Wassermann sono stati l'ex presidente della Utica, la "Confindustria" tunisina, Oulded Bouchamaoui, e Mohamed Fodhel Mahfoudh, già presidente dell'ordine degli avvocati del Paese mediterraneo (oltre che ministro senza portafoglio tra il 2018 e il 2019). Nel 2013, quando entrambi erano alla guida delle proprie organizzazioni, costituirono il quartetto per il dialogo nazionale assieme al sindacato generale dei lavoratori Ugtt e alla Lega tunisina per i diritti umani. Questo quartetto permise un confronto pacifico dopo la Rivoluzione dei Gelsomini portando alla Costituzione del 2014 e per tale motivo ottenne il Nobel nel 2015.«Sono le difficoltà economiche e sociali a far perdere fiducia nella democrazia in un Paese come il nostro dove è arrivata recentemente», hanno commentato i due ospiti dei 400 volontari del festival rispondendo a domande sulla nuova Costituzione tunisina che sarà sottoposta a referendum lunedì 25 luglio. «Con scenari simili negli anni '30 e '40 ci sono stati la Seconda guerra mondiale e l'Olocausto», ha commentato Mahfoudh. Bauchamaoui ha sottolineato inoltre che il benessere economico può essere un antidoto al populismo, ma che questo non è favorito in Tunisia dalle barriere sulla libertà di circolazione che impongono anche ad una imprenditrice come lei la presentazione di un elaborato dossier per chiedere un visto per entrare in Europa . Al termine dell'incontro pubblico i due Nobel hanno partecipato ad un pranzo organizzato nell'ambito del festival assieme all'attore e autore teatrale Moni Ovadia. --Gino Zangrando