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L'intervistaPrevenzione dei tumori, educazione sui corretti stili di vita e supporto alle donne che affrontano la diagnosi più temuta: il cancro al seno. Una patologia in crescita, specie tra le più giovani, che colpisce 500 donne l'anno nella Marca. E non solo.La Lilt di Treviso con i suoi 800 volontari segue oltre duemila malati oncologici. Se il 2021 ha portato all'inaugurazione della nuova sede "Filanda Lilt" di via Venzone, il 2022 non sarà da meno, con l'attivazione all'interno della struttura di un ambulatorio ginecologico e il potenziamento dell'attività dermatologica per l'individuazione dei melanomi. Una risposta fondamentale al tempo della pandemia che ha portato a un preoccupante calo degli screening, causato dalla riduzione obbligata dei servizi sanitari nei mesi più duri dell'emergenza nel nostro Paese, ma anche dalla paura nei cittadini, che si sono tenuti lontani dai controlli periodici. Il dottor Alessandro Gava, presidente della Lilt della Marca, mette in fila gli obiettivi raggiunti dall'associazione e quelli da centrare nell'anno che verrà.«Nella nuova sede di oltre mille metri quadri abbiamo aperto cinque ambulatori: due per le visite senologiche, uno per quelle dermatologiche, un altro per la dermopigmentazione del seno dopo l'intervento e il sostegno psicologico, nonché uno spazio per la fisioterapia di recupero degli esiti legati alle cure anti-tumorali».Quali saranno i prossimi passi per l'avvio dell'ambulatorio ginecologico e il rafforzamento del servizio dermatologico?«Stiamo provvedendo ad allestire l'ambulatorio ginecologico con l'installazione di un ecografo, prevediamo di essere pronti tra un paio di mesi. Mentre per la parte dermatologica siamo alla ricerca di professionisti disposti a investire un po' del loro tempo nell'iniziativa. Purtroppo la difficoltà a trovare medici non riguarda solo gli ospedali, ma confidiamo di trovare il personale necessario, chiederemo aiuto anche all'Ordine dei medici per reperire colleghi».Come stanno rispondendo le pazienti alle attività proposte da Lilt?«Stiamo lavorando molto sulla socialità, i corsi di yoga e nordic walking che abbiamo lanciato godono di un'ottima partecipazione, si avverte il bisogno di ritrovarsi assieme. Ampio consenso ha avuto anche l'iniziativa delle visite senologiche gratuite tornata in occasione dell'Ottobre in Rosa. Abbiamo avuto una valanga di richieste e abbiamo cercato di privilegiare le donne tra i 40 e i 50 anni».A cosa si deve questa scelta?«Al fatto che in quel range d'età le donne non rientrano nello screening proposto dal servizio sanitario. Visto il discreto aumento dell'incidenza del tumore al seno tra i 40 e i 50 anni, la possibilità di una visita senologica gratuita rappresenta una risposta in più, mentre a livello nazionale si sta discutendo se abbassare o meno l'età dello screening a 45 anni».A cosa devono prestare attenzione le donne?«Il 50% delle donne scopre di avere una neoplasia attraverso la mammografia, ma un restante 40% rileva il problema attraverso l'autopalpazione del seno. Insegniamo questa procedura per dare alle donne uno strumento in più per la loro salute. Nel nostro ambulatorio senologico vediamo in media venti donne a settimana».Altri progetti in cantiere?«Per il terzo anno rinnoviamo l'intesa con l'Ordine dei farmacisti per offrire alle oltre duecento croci verdi della nostra provincia un appuntamento mensile sulle problematiche oncologiche con le novità sul fronte delle cure, la ginecologia oncologica, la chirurgia plastica con finalità estetiche post-intervento, la cosmetologia per aiutare le pazienti nel trattamento delle tossicità cutanee legate alle terapie».Non da ultimo le attività fatte dentro e fuori gli ospedali.«L'anno scorso Lilt Giocare in corsia ha ricevuto il prestigioso Totila d'oro che ci ha riempito di orgoglio. Durante tutta la pandemia il nostro servizio di trasporto dei pazienti non si è mai fermato, sono stati percorsi 400 mila chilometri, come se avessimo fatto il giro della terra dieci volte».Non mancano le iniziative di solidarietà per sostenere Lilt, concerti, cesti natalizi e un libro benefico fresco di stampa.«S'intitola PandEURconomia di Marc@ è stato scritto da Luca Pinzi, contiene dodici interviste per raccontare come il virus abbia sfidato imprese, vita sociale e sistema sanitario e di come tutto non sarà più come prima». (L'intero ricavato sarà donato alla Lilt. Per prenotare il libro 0422 321855). --Valentina Calzavara