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1Ci sono agevolazioni o esenzioni sul bollo auto?Sulle auto elettriche è in vigore l'esenzione fino al quinto anno dall'immatricolazione, così come per auto e moto storiche con almeno 30 anni di vita (ma se un veicolo ultratrentennale circola su strade e aree pubbliche, è dovuta una tassa di circolazione di 28,40 euro per gli autoveicoli e 11,36 per i motoveicoli. La tassa è forfettaria per l'intera annualità e non c'è sanzione in caso di pagamento ritardato); sulle vetture ibride acquistate nel 2019 niente tassa automobilistica per 3 o 5 anni, esenti le auto intestate a persone disabili appartenenti a una serie di categorie o a familiari che hanno la persona disabile fiscalmente a carico. Il 50% di sconto è invece previsto per i veicoli con più di 20 anni in possesso del certificato di rilevanza storica e collezionistica, che viene rilasciato da 5 registri: Asi, Storico Lancia, Italiano Fiat, Italiano Alfa Romeo, Storico Fmi. Alcune Regioni hanno stabilito riduzioni ulteriori: si consiglia di verificare sul proprio territorio i singoli provvedimenti (la Lombardia, ad esempio, ha portato dal 10% al 15% lo sconto per chi autorizza la domiciliazione bancaria). Peraltro, in tema di esenzione bollo auto, la Corte Costituzionale, con sentenza del 20 maggio 2019, ha consentito alle Regioni totale discrezionalità in materia, purché rispettino il massimale imposto dalle norme statali. Le Regioni possono quindi introdurre esenzioni sulla tassa automobilistica, ma non hanno facoltà di aumentarla.Dal 1° gennaio 2020, in caso di veicolo con contratto di noleggio a lungo termine senza conducente, sono tenuti al pagamento della tassa automobilistica coloro che, alla scadenza del termine utile per il versamento, risultano essere utilizzatori del veicolo stesso. Nel decreto Milleproroghe, in fase di conversione in legge, sono stati inseriti alcuni emendamenti per il rinvio a giugno della misura, che al momento, però, risulta vigente.Nel 2020, per il pagamento, si aggiunge il circuito PagoPa.2L'ecobonus per auto e moto elettriche vale anche per le bici a pedalata assistita?No, le biciclette a pedalata assistita non rientrano in nessuna delle categorie che godono degli incentivi previsti dall'ecobonus. I fondi possono essere utilizzati solo per i veicoli di categoria M1 e quelli di categoria L. Tutti non possono superare il prezzo di listino di 50 mila euro: per prezzo di listino si intende quello indicato nel listino prezzi ufficiale della casa produttrice, compresi optional, escluse Iva e messa in strada (ovvero spese relative all'immatricolazione del mezzo, l'Ipt, spese di trasporto, ecc.).3Alla fine della scorsa estate, in alcune autoscuole si è cominciata ad applicare l'Iva a seguito della sentenza della Corte di Giustizia Europea che aveva dichiarato illegittima l'esenzione dall'imposta per le lezioni di guida. Ma in autunno il Decreto fiscale ha rimandato tutto al 1° gennaio 2020: dev'essere restituito il 22% incassato in più?L'applicazione dell'Iva era scattata a fine settembre sulla scorta di una precisa indicazione dell'Agenzia delle Entrate, cui è stata versata l'imposta fino a quando il Decreto fiscale non ne ha rinviato l'applicazione sistematica a inizio anno. Gli importi versati al Fisco, però, non saranno restituiti.4È vero che è cambiata la procedura per cedere il proprio veicolo all'estero?Dal 1° gennaio 2020, in effetti, sono previsti nuovi adempimenti per chi intende esportare definitivamente in Paesi stranieri veicoli immatricolati in Italia. Occorre infatti cancellare preventivamente il mezzo dall'Archivio Nazionale dei Veicoli e dal Pubblico registro automobilistico, procedura che sarà possibile solo a condizione che il mezzo sia stato sottoposto a revisione (e che questa abbia avuto esito positivo), in data non anteriore a 6 mesi rispetto a quella in cui si chiede la cancellazione stessa. In caso contrario, il veicolo dovrà essere revisionato per poi poter essere cancellato dagli archivi e quindi ceduto oltre i confini nazionali.--© RIPRODUZIONE RISERVATA