"Emozioni scoperte" racconti autobiografici per superare la malattia

Per molti artisti nella storia la malattia ha rappresentato la via all'ispirazione, il modo per proiettare fuori da se stessi le paure e i dolori, sublimandoli attraverso la creatività. E questa via alla guarigione è anche quella percorsa da trenta pazienti dell'ospedale Ca' Foncello di Treviso, diventati autori della raccolta di racconti "Emozioni scoperte", a cura di Marta Bellè e Luca Pinzi, con le illustrazioni firmate da Carla Felicetti. I malati, nel periodo della loro degenza, hanno seguito i laboratori di scrittura autobiografica organizzati nell'ultimo triennio dalla Usl 2 Marca Trevigiana e sostenuti dall'iniziativa "Campagna Amica in città" di Coldiretti Treviso. I testi selezionati per la pubblicazione sono frutto dell'esperienza realizzata dal giornalista Luca Pinzi e dalla psicologa Bellè, che hanno coinvolto i malati con particolare rischio di stress perché potessero elaborare le proprie emozioni e "scoprirle" sulla carta. Il trauma infatti può fungere anche da spinta al cambiamento per una crescita personale, facendo diventare la malattia un catalizzatore per riflessioni positive che ricadono nella percezione di sé, delle relazioni interpersonali e delle priorità della propria vita. «Pensiamo che la scrittura possa essere un'opportunità per i nostri pazienti - spiega Marta Bellè - soprattutto quelli con maggiore stress psicologico o con variabili che li espongono a maggior rischio psicologico, come ad esempio la giovane età, l'avere in carico figli minori oppure con precedenti psicopatologie. La scrittura autobiografica diventa quindi un intervento psicosociale con l'obiettivo della riduzione dello stress psicologico».Il libro sarà presentato alla cittadinanza a fine gennaio. --E. G.