Claudio ha trovato il fratello

«Claudio ha trovato suo fratello e ora sta provando a mettersi in contatto con lui, con tutta la delicatezza e il tatto necessari». A dare la bella notizia è Nadia Barone che in questi mesi ha seguito Claudio Diaz nella ricerca delle sue origini biologiche. Il 38enne trevigiano, adottato alla nascita, aveva lanciato un appello sulle pagine della tribuna di Treviso per ritrovare i parenti. Ora è riuscito a risalire all'identità del fratello maggiore, anche lui dato in adozione all'età di 4 anni. «Speriamo che arrivi presto una svolta positiva e che i due fratelli, separati da così tanto tempo, possano finalmente abbracciarsi. Siamo nella fase più delicata e quindi è giusto rispettare il silenzio di questo momento», aggiunge Barone che, attraverso l'agenzia "Alla ricerca del filo rosso" di Procida, si occupa di ricerche documentali nel campo delle adozioni. La storia di Claudio è fatta di tanti piccoli passi per ritrovare gli affetti perduti. Poche settimane fa, dopo aver ricevuto l'autorizzazione del Tribunale per i minorenni di Venezia, il giovane ha rintracciato la madre, scoprendo purtroppo che la donna è deceduta nel 1992. Nel piccolo cimitero di Rovigo dove è sepolta, Claudio ha deposto un fiore sulla tomba, scoprendo sulla lapide il messaggio d'amore della mamma. "Vi aspetto con gli angioletti per amarci in eterno". Parole rivolte ai due figli dati in adozione, che rivelano il sogno di riunire tutta la famiglia. Un desiderio che, secondo Barone, potrebbe riguardare migliaia di mamme.In Italia 90 mila donne hanno partorito in anonimato a partire dagli anni Quaranta e, magari, tra loro c'è chi vorrebbe poter ritrovare i figli cresciuti dalla famiglia adottiva. «Vorrei lanciare un appello a queste mamme: non temete di palesarvi, potete depositare il ritiro dell'anonimato presso il tribunale». Il modulo non dà avvio alla ricerca della prole, ma nel caso il figlio dovesse presentare istanza al tribunale per conoscere le sue origini biologiche, troverebbe già spianata la strada. «In attesa di una legge sarebbe importantissimo che nel nostro Paese si creasse una specie di registro passivo con i ritiri dell'anonimato. In questo modo non si intacca la privacy della madre, ma si facilita il percorso laddove entrambe le parti si stiano cercando», conclude Barone, «le donne non devono temere il giudizio altrui: se vostro figlio vi vuole incontrare, non è per accusarvi ma perché vi vuole guardare e abbracciare. Datevi una seconda possibilità». Valentina Calzavara©RIPRODUZIONE RISERVATA