Addio a Marchesin, voce della sinistra

CONEGLIANO Si è spento all'età di 90 anni Sergio Marchesin, un'intellettuale e uomo di grande cultura, storico componente del Partito Comunista. Fu capogruppo del partito in consiglio comunale dal 1964 al 1980 e consigliere provinciale. Ricoprì all'epoca inoltre la carica di amministratore dell'ospedale di Treviso.La sua arte si sviluppò dalla scrittura alla pittura. Vinse il premio letterario "Elio Vittorini". Fondò il giornale "Controcatena", nell'epoca delle battaglie operaie negli anni '60 alla Zoppas. Aveva inoltre realizzato "L'eco di Conegliano", periodico comunale. Nelle sue svariate attività, collaborò tra gli altri con lo sceneggiatore Rodolfo Sonego. In "Una vita difficile", il celebre film con protagonista Alberto Sordi e regista Dino Risi, con sceneggiatura di Sonego, la storia è una sorta di sua biografia. Nella sua casa tutt'ora è conservata un'enorme biblioteca, con testi rari. Marchesin stesso ha scritto libri di racconti e poemi. Coltivava, lui che non era certo un uomo di chiesa, una grande passione per la storia dei Papi e per l'arte sacra. Il suo genio artistico si è espresso in varie forme, dalla pittura ai versi poetici. Su Conegliano aveva scritto un apprezzato poemetto, dedicato a via XX Settembre. Uno scritto che, nonostante gli anni, è d'attualità: parla di un cuore della città che pulsa, ma che - già allora - si sta spegnendo. «Via venti settembre qui brulicava vita al tempo della Zita», inizia quello scritto. «Quante osterie d'allora non esistono più! In pratica, ci fu l'andata in malora d'un florido commercio nella Contrada Granda. Sparito è il "Cantinone", il bar "Addis Abeba" coi separé e le tende, ha smesso "Dionisio" (altro nome l'attende), s'è spento il "Lanternone" gran cucina di trippe condite con il pepe di qualità eccitante. Ha ormai estese crepe il soffitto "Alle Spade" e muffa verde invade la trattoria "da Gino". Muta è ora questa via, c'è stata una morìa». Sergio Marchesin lascia le figlie Marisa e Allegra. Nel 2010 era rimasto vedovo dell'amata moglie Augusta, con cui aveva condiviso anche la passione politica e il servizio verso le categorie più deboli.L'addio verrà dato in forma privata, come da suo desiderio. «Il mio amico poeta Sergio Marchesin non c'è più - è il ricordo commosso dell'ex consigliere Mario Botteon, che è stato per lui come un maestro -. Era un intellettuale raffinato, pittore, scrittore e poeta. Amava Conegliano, città alla quale aveva dedicato un bellissimo scritto, in particolare su via XX settembre. Da lui ho imparato molto, soprattutto ad amare l'arte, la poesia, la letteratura e tutto ciò che odorava di cultura. Ciao Sergio. Grazie di essere esistito». Diego Bortolotto