Manovra, il ponte sullo Stretto resta fuori

di Michele Di Branco wROMA Affonda il ponte sullo Stretto e muore nel giro di mezza giornata l'ipotesi di una nuova tassa sulla casa, l'Imi, destinata ad assorbire in una sola imposta Tasi ed Imu. La commissione Bilancio si prepara (forse a partire da venerdì) a votare gli emendamenti alla manovra ma intanto le proposte di modifica, che partivano da quota 5mila, sono già scese a 3.500. Ieri, circa 1.500 emendamenti non hanno superato il vaglio delle ammissibilità e tra questi, appunto, anche la proposta di Ap di far ripartire il progetto del ponte. Circa la metà delle proposte sono state fermate per mancanza di coperture, le altre perché estranee per materia alla legge di Bilancio. In ogni caso saranno votati, tra gli emendamenti rimasti, solo quelli segnalati (con un tetto a 900), più quelli approvati dalle commissioni di merito. Con buona soddisfazione del ministro dell'Economia Padoan, il quale ha avvertito che «i pilastri della manovra sono solidi». Come a dire che i cambiamenti saranno davvero ridotti al minimo. Ed è anche per questo diktat dell'asse Palazzo Chigi-Tesoro che è durata solo poche ore, prima di venire ritirata, una proposta avanzata dal Pd di un emendamento in cui si introduceva l'Imi, una nuova tassa comunale destinata ad assorbire Imu e Tasi. «Dalle verifiche fatte abbiamo appurato che in alcuni casi ci potrebbe essere, anche se lieve, un aumento della tassazione per i cittadini» l'imbarazzata spiegazione dei dem. «La questione non sta né in cielo né in terra: noi vogliamo fare le cose ma senza aumentare le tasse» ha poi liquidato la faccenda il premier Renzi. Da Palazzo Chigi arriva invece il via libera «al finanziamento completo di tutti i progetti di interventi finalizzati alla riqualificazione urbana presentati dalle Città metropolitane e dai Comuni capoluogo nell'ambito del bando periferie per un ammontare di 2,1 miliardi». Lo annuncia il sottosegretario Claudio De Vincenti al termine della Cabina di regia del Fondo Sviluppo e Coesione. È stato deliberato un ulteriore stanziamento di 1,6 miliardi aggiuntivo a quello di 500 milioni già stanziato nella legge di Stabilità 2016. Tramonta intanto l'ipotesi di introdurre sgravi contributivi per le assunzioni al Sud. «Anche gli emendamenti devono rispettare le regole europee» ha tagliato corto il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti. In tema bancario, nuovo stop per la misura che innalza da 8 a 30 miliardi di euro la soglia oltre la quale è obbligatoria la trasformazione delle banche popolari in società per azioni. La commissione Bilancio della Camera ha infatti ritenuto inammissibile l'emendamento già bocciato nel corso dell'esame del dl collegato alla manovra. In tema di Pa è in arrivo un emendamento del governo che non farà scadere a fine 2016 gli elenchi di chi ha passato una selezione pubblica e attende o spera di essere chiamato. L'allungamento fino a tutto il 2017 era stato chiesto in particolare dai Comuni, a caccia di personale. Si prevede invece battaglia sulla proposta di alcuni esponenti del Pd, passata in commissione Affari sociali, di introdurre un tetto un Isee non superiore a 13mila euro annui per il bonus mamma e non superiore a 25mila euro per il bonus nido. Proposta contro cui si è già scagliata l'opposizione ma, all'interno della maggioranza, anche Area Popolare. ©RIPRODUZIONE RISERVATA