Il fotografo Paolo Spigariol coltiva l’orto dei cinque sensi

La terra è tutto, lo si sapeva anche prima dell'Expo. Ci dà praticamente tutto, per molti anche l'ultima dimora. Ma è lontanissima dalla tristezza l'esperienza che il fotografo di Mogliano Paolo Spigariol propone per tre giorni, da oggi a venerdì, a Palazzo Giacomelli a Treviso. È "L'Orto dei sensi" e se prende spunto dai prodotti agro-alimentari del Veneto in realtà è un tuffo in un modo popolato di immagini, suoni, profumi e sopratutto concetti che attraverso i sensi passano dalla terra a noi. Concept artistico multimediale e multisensoriale in progress, lo definisce l'autore, che Treviso conosce già per la stupefacente mostra, delle sue "Ortografie" ai Carraresi. Spigariol si immerge fisicamente nei campi, entra nei solchi con la sua macchina fotografica e coglie la bellezza più intyima, invisibile ai più, di ortaggi e frutti. Si fa affascinare dal radicchio che trasfigura in sogni colorati, le rape lo rapiscono con il loro rosso profondo, aggiunge la sua creatività a quella assoluta e strabiliante della natura. E queste sono solo le foto, che non vogliono perdere però la matrice del loro oggetto: e quindi le immagini si reimpastano alla terra, l'orto si trasferisce in altra forma senza abbandonare i suoi elementi. Per dire: a Palazzo Giacomelli ci sarà uno "schermo" di terra creta sul quale verranno proiettate, in multivisione queste immagini sognanti. Come lo chiamiano? Cinema primigenio? Nel "concept" entra anche Francesco Lopergolo, mago delle multivisioni, che maneggia fotogrammi e musiche facendone un cocktail tutto da gustare. E per la prima volta in questo progress aleggeranno profumi e odori, proposti dal maestro profumiere Roberto Dario. A partire dall'odore (profumo?) di terra umida per arrivare alle essenze di ortaggi e frutta e finire con gli effluvi del prosecco, concentrati in quattro calici-diffusori che spanderanno nell'aria dieci aromi suddivisi in quattro accordi. Non saprete più cosa adoperare per primo: l'olfatto, la vista, l'udito, o il tatto, perché ci sono anche le terre delle sette province venete da toccare. Cinque sale ognuna con un'esposizione diversa, e ognuna con un tutor che guida la sensorialità. Il matrimonio foto-terra continua nelle opere che Spigariol plasma con le sue mani , quindici stele in cui la creta si colora e si vivifica. Infine la sezione dedicata al cibo con soprese visive e papillari. Il regno della trasfigurazione, la bellezza degli alimenti come mai li avete visti nella loro cangiante intimità. Spigariol ci offre le "zuppe rotanti", ma anche un più classico minestrone, il soffritto… ma bisogna vedere come. Aperto al pubblico da oggi pomeriggio con ingresso libero negli orari di Palazzo Giacomelli (9-13 e 14.30 – 19). Paolo Coltro