Saetta blocca i treni Caos e gravi ritardi sulla Venezia-Udine

PREGANZIOL. Nuovo tassello nel piano di videosorveglianza comunale voluto dalla giunta Marton. Grazie ai fondi legati agli accordi del Piano degli Interventi verranno installate dieci nuove telecamere in altrettanti punti del territorio decisi dall'amministrazione assieme alle forze dell'ordine. Gli occhi elettronici collegati alla rete comunale saranno posizionati tra l'altro all'ingresso della zona delle piscine di Preganziol, in via Monte Civetta dove si trova la scuola materna, alla Boschetta, in via Baratta Vecchia, al parco di via Canova, all'incrocio tra la provinciale e la strada verso Settecomuni e a Sambughé. L'installazione delle nuove telecamere, ha spiegato il sindaco Sergio Marton, avverrà il mese prossimo nell'ottica di implementare la rete di videosorveglianza che monitora già varie parti del territorio, con particolare attenzione per le zone critiche come scuole, cimiteri ed edifici pubblici. Oltre che come deterrente, le telecamere sono infatti importanti in caso di episodi legati alla criminalità o incidenti. Proprio per questo spesso i filmati vengono visionati dalle forze dell'ordine. (ru.b.) MOGLIANO Nell'area Sif di via Ronzinella piove sul bagnato. Non bastassero i problemi legati al degrado e alla prostituzione indoor, ora si aggiungono anche le proteste del quartiere est presieduto da Piergiorgio Ruffoni. Nei giorni scorsi è stata indirizzata al sindaco Giovanni Azzolini e agli assessori una lettera di lamentele. «Desideriamo portare a conoscenza la grave situazione in cui si trova tutta la zona dal civico 172 al civico 190 di via Ronzinella» esordisce Ruffoni «i parcheggi sono disastrati ed impraticabili per la presenza di radici che fuoriescono dalla sede stradale compromettendo la circolazione e rendendo pericoloso il passaggio delle persone. Risulta inoltre tutta intasata la fognatura della rete bianca i cui pozzetti e tubazioni sono invasi dalle radici e non smaltiscono più l'acqua. Ad ogni pioggia si forma un lago che impedisce a chiunque di passare e raggiungere la propria autovettura. L'incuria è evidente in una zona abitata da più di mille persone e in luoghi adibiti a uffici di pubblica utilità quali ambulatori medici (di base e pediatrici), centro Comunitario-Caritas». Ha preso a cuore la questione la consigliera Rita Fazzello che ha presentato un'interpellanza.(m.m.) di Federico Cipolla wSPRESIANO Un fulmine ha paralizzato la linea ferroviaria Venezia-Udine per più di un'ora ieri pomeriggio. La saetta si sarebbe abbattuta su una cabina Enel in Strada della Fornace tra Spresiano e Conegliano attorno alle 17.30 mandando in tilt il sistema. I treni sono stati fermi per un'ora e mezza. Immediato l'intervento della Polfer e dei tecnici per sistemare il guasto. I disagi sono stati pesanti, soprattutto per chi viaggiava proprio tra Spresiano e Conegliano. A cascata le ripercussioni, e i ritardi, hanno riguardato tutti i convogli della linea Venezia-Udine-Trieste, bloccati nelle varie stazioni tra il Veneto e il Friuli. Un treno diretto a Conegliano, attorno alle 18, ha rischiato di essere soppresso. Poi, quando alle 19.15, il guasto è stato risolto ha potuto ripartire. In stazione a Spresiano a controllare la situazione si è recato anche il sindaco Riccardo Missiato di ritorno da una manifestazione a Cimaldolmo. Davanti a sé ha trovato i cartelloni con i ritardi, che in qualche caso hanno superato l'ora. Quello delle 17.50 diretti a Trieste è partito 77 minuti dopo l'orario previsto, quello per Udine mezz'ora. I problemi ovviamente non sono mancati nemmeno a Treviso e Venezia. I ritardi sono stai più contenuti in questi casi, ma molta più gente è stata coinvolta. Il treno delle 18.54 da Treviso per Udine ha fatto 38 minuti di ritardo, quello da Venezia per Treviso delle 18.52 è partito circa 40 minuti dopo. C'è chi vedendo i ritardi accumularsi sui tabelloni orari, ha preferito cambiare mezzo, cercando qualche corriere che percorresse lo stesso percorso. Per in pendolari è stato un giovedì sera di passione dunque. Le lamentele per l'ennesimo disservizio con cui sono costretti a confrontarsi non sono servite a nulla. Ma in molti, almeno coloro che sono partite con un ora di ritardo, nei prossimi giorni potrebbero chiedere il rimborso del biglietti. Attorno alle 19.15 i collegamenti, e il meccanismo di controllo sulla linea sono stati ripristinati, e anche i treni hanno potuto ripartire regolarmente. f.c.