Pd: dare priorità ai nuovi bacini

VENEZIA Emergenza maltempo: i parlamentari veneti del Pd hanno diffuso questo documento. Con le precipitazioni di questi giorni tutto il Veneto ha subìto danni ancora incalcolabili: le provincie di Venezia, Vicenza, Padova, Treviso e Belluno risultano maggiormente colpite e la situazione rischia di peggiorare, come ammette lo stesso Governo della Regione, se le nevi scese in montagna dovessero sciogliersi troppo in fretta. Le opere di manutenzione e consolidamento degli argini e dei corsi d'acqua hanno retto ma non sono state sufficienti a contenere l'enorme quantità d'acqua e interi comuni sono stati sommersi ed evacuati, campagne distrutte con danni pesantissimi per l'agricoltura, numerose attività economiche interrotte e pesantemente danneggiate, a centinaia le abitazioni invase dall'acqua e dal fango. Nel Bellunese e in Pedemontana le nevicate record hanno prodotto smottamenti valanghe e frane, danni alle comunità e, ciò che è più grave, alle infrastrutture: interrotte le linee elettriche, isolati per giorni interi paesi e strade bloccate. Nel Veneziano oltre alla forte esondazione nella zona di Portogruaro sono state registrati gravi danni anche alla costa e alle spiagge per le forti mareggiate. E la situazione rimane molto grave nel Trevigiano e nelle zone comprese tra Padova e Vicenza colpite dalle esondazioni e ora a rischio frane anche nelle zone collinari. I livelli dei corsi d'acqua stanno lentamente scendendo ma rimane alta l'allerta per la previsione di nuove imminenti perturbazioni e per ciò che potrebbe accadere in seguito ad un disgelo troppo veloce. Questo quadro genera fortissima preoccupazione nelle popolazioni locali che hanno già subito nel 2010 danni ingenti a seguito dell'alluvione e che oggi assistono al ripetersi di un evento così devastante in grado di spazzare via tutti i tentativi di risollevarsi da quella tragica esperienza. La priorità più importante rimane la costruzione dei bacini di laminazione che sono stati giudicati indispensabili per evitare nuove alluvioni a partire dai primi tre: il bacino sul torrente Timonchio, nel comune di Caldogno in provincia di Vicenza (costo stimato e finanziato paria 41.500.000 euro); il bacino sul fiume Agno-Guà nei comuni di Trissino e Arzignano in provincia di Vicenza (26.151.000 euro);  il bacino sul torrente Lastego-Muson, nei comuni di Riese Pio X e Fonte in provincia di Treviso (13.800.000 euro).  Sul fronte orientale è opportuno che il Veneto concordi gli interventi sui bacini idrografici interregionali insieme alla Regione Friuli Venezia Giulia. Rimangono inoltre i bacini necessari per salvaguardare il territorio veronese e in particolare il bacino di San Lorenzo (5 milioni di euro) per il torrente Tramigna nel comuni di Soave e di San Bonifacio e il bacino di località Colombaretta a Montecchia di Crosara (finanziato con 12,7 milioni). Infine è necessario finanziare gli interventi straordinari per rimuovere le nevi dai tetti delle abitazioni e degli edifici pubblici della provincia di Belluno. Si tratta di opere individuate come urgenti già nel 2011 e non ancora realizzate. Oggi è più che mai urgente dare esecuzione a questi interventi accelerando i tempi di lavoro per evitare che nuove precipitazioni eccezionali provochino i danni che hanno flagellato le nostre province in questi anni. I veneti non possono attendere oltre: la sicurezza idraulica del nostro territorio merita risposte immediate. Alessandro Naccarato, Davide Zoggia, Alessandra Moretti,Federico Ginato, Diego Zardini, Giulia Narduolo, Gian Pietro Dal Moro, Diego Crivellari, Daniela Sbrollini, Margherita Miotto, Vincenzo D'Arienzo, Filippo Crimi ,Alessia Rotta, Michele Mognato, Simonetta Rubinato, Delia Murer, Andrea Martella, Floriana Casellato, Roger Der Menech, Sara Moretto, Laura Puppato, Felice Casson, Giorgio Santini, Rosanna Filippin