«Le opere sono in ritardo, Zaia ha perso due anni»

PADOVA Onorevole Alessandro Naccarato, il governatore del Veneto Luca Zaia invoca poteri speciali e chiede al govermo di allentare il patto di stabilità per le opere idrauliche,lei come pensa si debba agire per fronteggiare l'emergenza? «Zaia sbaglia a prendersela con Roma in quanto per due anni ha già avuto i poteri straordinari di commissario per l'emergenza dopo l'alluvione del 2010. E ha fatto molto poco, anzi non è riuscito a spendere tutti i soldi che il governo ha già assegnato alla Regione». Di quanto si tratta? «Sono poco più di 300 milioni a fondo perduto per opere indispensabili e attese da anni: soldi che non rientrano nel patto di stabilità in quanto destinati a fronteggiare l'emergenza alluvione». In questi 300 milioni ci sono anche le vasche di laminazione di Caldogno e Arzignano? «Certo. Non solo queste due, ma anche quella di Riese Pio X nel Trevigiano. Si tratta di interventi che se realizzati nei tempi previsti avrebbero evitato le alluvioni e i drammi di questi giorni. La realtà è che dal novembre 2010 abbiamo ascoltato tante chiacchiere di Zaia e Conte ma le opere non ci sono». Forse siamo in ritardo proprio perché il governo non ha dati i poteri speciali a Zaia per effettuare gli espropri? «Non è vero. La Regione ha ricevuto i soldi dal governo alla fine del 2010 e Zaia ha avuto i pieni di commissario straordinario dalla stessa data: i ritardi burocratici sono inspiegabili». Lei ha rivolto un'interrogazione al governo in cui sollecita controlli sugli interventi realizzati dopo l'alluvione: come mai? «Le opere sono state eseguite con i poteri straordinari della legge sulla Protezione civile e quindi non hanno seguito l'iter previsto per gli appalti pubblici: sono state assegnate in regime di emergenza a trattativa privata. In alcuni casi tale procedura ha ridotto i controlli e la qualità dei lavori lascia molto a desiderare. Da tempo chiediamo trasparenza e un rendiconto preciso dei lavori eseguiti in Veneto. La fretta molto spesso porta fuori strada e il bilancio di questi due anni e mezzo non è certo esaltante. Basta fare un giro tra le campagne del Veronese, del Vicentino, di Fossona e Bovolenta per capire la rabbia della gente che si trova la casa invasa dall'acqua. Roma avrà tante colpe, ma su questa vicenda va assolta perché messo a disposizioone soldi e assegnato i poteri speciali a Zaia». (al.sal.)