Nel Veronese un morto e oltre 100 sfollati

VERONA È drammatico il bilancio dell'alluvione nel Veronese. A Lavagno le infiltrazioni d'acqua hanno provocato il crollo di un muretto di recinzione che ha investito e ucciso un uomo di 58 anni, Giuseppe Maschi, intento a raccogliere assi di legno per cercare di tamponare l'allagamento dovuto alla tracimazione di un vicino torrente. A Montalto di Montorio, invece, una frana causata dal maltempo ha travolto un'auto con a bordo una donna di 53 anni: tratta in salvo dai pompieri e dal Suem, ora è ricoverata in prognosi riservata. Gravi danni soprattutto a San Bonifacio, dove c'è stato il cedimento dell'argine destro dell'Alpone, e a Montecchia, dove ha ceduto l'argine del torrente Aldegà: oltre un centinaio le persone evacuate, centinaia le chiamate ai vigili del fuoco. A conclusione di un sopralluogo nelle zone più colpite, il presidente della Provincia di Verona, Giovanni Miozzi, ha dichiarato lo stato di crisi per accelerare l'iter degli aiuti. A Vicenza, l'altro epicentro dell'emergenza, complici le migliorate condizioni meteo, il Comune, con un sms ai cittadini, ha dichiarato la fine dell'allarme maltempo e decretato la riapertura delle scuole, ieri rimaste precauzionalmente chiuse. In città sono in corso interventi sulle aree allagate e permangono disagi alla circolazione. Il sindaco Achille Variati ha tracciato un primo bilancio: giovedì sulle zone limitrofe alla città è scesa tanta acqua quanta il 31 ottobre 2010, quando il centro fu allagato. Sott'acqua anche 3,7 kmq di superficie comunale, prevalentemente terreni agricoli, rispetto ai 16,6 di tre anni fa. Fondamentali, per mitigare gli effetti dell'evento, gli interventi idraulici eseguiti e le pompe idrovore nelle zone più sensibili. «Ma rimane fondamentale la realizzazione del bacino di Caldogno», ha concluso il sindaco.