Senza Titolo

Non è necessaria l'autopsia. La Procura esclude che ci possano essere ipotesi diverse da quella del malore dietro la morte di Piero Dotto. Parola del sostituto procuratore Francesca Torri. Sul tavolo del pm nelle scorse ore sono arrivate le relazioni dei carabinieri e le informazioni sul recente malore che aveva colto l'ex rugbista del Benetton e della nazionale. Piero era stato colto da un forte dolore al petto e aveva perso conoscenza. Col senno di poi, un angosciante segnale. Dotto si è sottoposto ad accertamenti approfonditi, e i medici gli hanno prescritto una serie di controlli ulteriori e di prime cure alle quali sottoporsi. Un esame approfondito, lo definisce il pubblico ministero. Non ci sono elementi, però, per ravvisare responsabilità eventuali di chi ha visitato l'ex rugbista. Il malore fatale che lo ha colto sulla presa 11 del Montello, a due passi dal ristorante "Ester Muri", è stata una tragedia non prevedibile. Per questo, nessuna autopsia. Almeno, non sarà la Procura a chiederla. Piero Dotto si era recato a Volpago giovedì pomeriggio per una passeggiata nella natura, in uno dei posti più belli del Montello . Aveva lasciato l'auto a Volpago, e si era inoltrato lungo via Sernaglia, la presa 11, poi al bivio che conduce alla trattoria "Ester Muri" si era addentrato in una stradina sterrata tra i boschi. Poi, forse per lo sforzo della passeggiata in salita, il malore. L'ambulanza inviata dal pronto soccorso di Montebelluna è accorsa in via Sernaglia, ma i sanitari si sono resi conto subito che per il quarantaduenne ex rugbista non c'era più nulla da fare: il suo cuore aveva ceduto improvvisamente. E alle 18 sono sopraggiunti i carabinieri della stazione di Volpago. I militari hanno esaminato a lungo il luogo della tragedia, battendo palmo a palmo un'ampia area circostante: nessun elemento che potesse far pensare a cause non naturali. Stesso avviso per la Procura: una morte naturale e non prevedibile. Piero lascia papà Paolo, la mamma Lella, il fratello Alex detto "Speedy", anche lui e rugbista gli zii Antonio, Franco, Lilli, Diana, Roberta e Franca. Sconvolti dal dolore, hanno appreso la notizia del decesso poco dopo la tragedia in quell'angolo di Montello. Una tragedia che nessuno riesce a spiegarsi.